TripAdvisor, la valutazione museale della generazione 2.0

TripAdvisor, la valutazione museale della generazione 2.0

di Alessia Caruso

Nicolette Mandarano, storica dell’arte romana interessata alle applicazioni delle strategie del marketing in ambito museale, è autrice del libro “Tripadvisor e il marketing culturale”, ovvero “come la comunità virtuale valuta i musei”. Secondo lo studio da lei condotto ed esposto in questo volume, prendere in considerazione le opinioni che gli utenti rilasciano su Tripadvisor in ambito turistico, per gli addetti ai lavori può essere un mezzo importante per offrire servizi efficaci e al passo coi tempi. Per la generazione 2.0, negli ultimi tempi ha infatti preso piede la tendenza a lasciare spontaneamente commenti personali on line, non solo riguardo strutture considerate da tutti più prettamente commerciali come ristoranti o alberghi, ma anche enti che propongono servizi culturali valutabili secondo una scala di gradimento che va dal pessimo all’eccellente. Anche secondo la definizione dell’ICOM (International Council of Museum) i musei oggi, per la loro conformazione di luoghi di scambio culturale attivo e partecipato, non sono più frequentati e organizzati unicamente intorno agli specialisti, perché hanno assunto la forma di istituzioni in grado di accogliere un pubblico sempre più vasto in quantità e diversità. A questo proposito secondo l’autrice, Tripadvisor attraverso i suoi 60 commenti al minuto in tutto il mondo, rappresenta una cartina tornasole molto importante per comprendere i punti di forza e le debolezze dell’offerta degli attuali servizi proposti al grande pubblico.

Tripadvisor diviene così luogo di ascolto di quello che i visitatori vogliono comunicare ai musei.


Questi studi più che a soluzioni definitive portano a spunti di riflessione molto interessanti. Ad esempio la diversa percezione (e quindi, considerazione) di un museo da parte degli stranieri, che più degli italiani danno maggiori giudizi negativi sugli apparati didattici, spesso assenti o non adeguati alla loro formazione di base. In luoghi d’interesse quali Castel Sant’Angelo ad esempio, le indicazioni percorsuali sono ritenute soprattutto dai non europei poco precise rispetto alla vastità dell’edificio. I visitatori stranieri, infatti hanno un accesso meno immediato alle conoscenze e al contesto storico-culturale italiano, vasto e complesso nella sua secolare stratificazione; senza adeguati apparati e percorsi didattici può risultare difficile raccapezzarsi. Come anche alla Galleria Borghese, in cui le frequenti mostre temporanee in un “contenitore” già di per sé molto connotato artisticamente e storicamente, grazie ai feedback si è scoperto che creano difficoltà in utenti non informati sulla storia del museo, a comprendere il legame indissolubile tra la opere d’arte presenti e la galleria, che Scipione Borghese fece costruire e decorare proprio per conservare la sua collezione.

Dunque capire l’importanza di piattaforme social come Facebook, Instagram o Tripadvisor, rappresenta, come dice la stessa Mandarano:

non solo un modo per tenere in conto i propri interlocutori, ma soprattutto uno strumento per aumentare l’efficacia della comunicazione.


Per gli addetti ai lavori, ripensare il museo in chiave comunicativa significa considerarlo non più come il vecchio statico contenitore di beni da conservare, secondo una vecchia definizione museologica, ma una realtà culturale dinamica che propone metodi e strategie sempre più attuali ed efficaci. A questo proposito si rivela virtuoso l’esempio della Galleria Doria Pamphilj che, diversamente da altre strutture, risponde alle critiche dei visitatori direttamente on line, abbattendo così la percezione che il museo sia un luogo distante e isolato rispetto agli utenti.

I commenti dei visitatori, non avendo però funzione di esaustività o comunque imparzialità, vanno considerati con cautela. Il rischio è che l’istituzione culturale diventi mera esecutrice di strategie commerciali, offrendo meccanicamente nuovi servizi per nuove domande e alimentando un acritico marketing culturale. È un punto di snodo fondamentale da considerare, per capire quali criteri museografici si intendono rispettare e quali, invece, modificare. Un esempio ci è offerto ancora dal Palazzo Doria Pamphilj, da alcuni non apprezzato per la disposizione delle opere ritenuta “insolita” e poco godibile. In realtà, quella di ricreare l’allestimento a quadreria tardo settecentesca, risponde ad una scelta museologica che non vuole alterare l’assetto di Galleria privata per cui quel luogo è nato. A questo punto, lo scarto sta nello scegliere come e con che mezzi comunicare questo assetto a un pubblico non avvezzo, grazie alla fonte di TripAdvisor.

Al di là di queste o altre considerazioni possibili, l’importanza e l’utilità del libro di Nicolette Mandarano sta proprio nella sua natura di ricerca aperta, condotta in modo asciutto ed efficace. Alla lettura si rivela uno strumento valido sia per la pratica che per nuove riflessioni sul ruolo del museo, sulla ridefinizione di pubblico e la loro relazione. Una relazione sempre più multimediale e in costante aggiornamento.

 

Nicolette Mandarano, Tripadvisor e il marketing culturale, Guaraldi, 2014, € 9,90.

Alessia Caruso

Alessia Caruso

Laureata in storia dell'arte contemporanea alla Sapienza di Roma con una tesi in critica semiologica, sostengo l'importanza dell'interdisciplinarietà nel settore storico-artistico. Sono appassionata di cultura francese e del cinema italiano del dopoguerra

Alessia Caruso ha scritto articoli per ArtShape.