The Museum of Applied Arts and Sciences – Sydney

The Museum of Applied Arts and Sciences – Sydney

di Michele Gentili

Oggi viviamo in un mondo sempre più complesso ed interconnesso. Aspettando il 2020, ci rendiamo conto di come l’ibridazione tra le discipline artistiche e le scienze sia sempre più importante in questo  nostro mondo

Il MAAS – The Museum of Applied Arts and Sciences di Sydney attraverso un ambizioso piano di sviluppo quinquennale ha formulato una chiara direzione per un cambiamento di rotta dell’intera istituzione museale che negli ultimi anni ha subito una flessione nelle visite e una scarsa penetrazione nel mercato locale e internazionale. Prendendo coscienza delle peculiarità delle sedi museali e della loro ricca varietà di collezioni – stimata al di sopra dei 500mila articoli – si è elaborato un piano strategico di investimenti a lungo termine basati su quattro concetti chiave, ambiti certamente interdipendenti che presumono uno sviluppo all’unisono.

immagini MAAS

Curiosità, da stimolare in visitatori e personale del museo e da diffondere attraverso modi e piattaforme differenti; creatività , che l’istituzione si impegna a sostenere, promuovere e ispirare; collaborazione, da ricercare in nuovi partner commerciali, in organizzazioni nazionali e non, ma soprattutto nell’attivazione della comunità locale; ed infine sostenibilità, come impegno alla conservazione e allo sviluppo delle collezioni museali e alla ricerca di fondi che permettano un piano di progettazione a lungo termine.

L’impegnativo processo messo in atto dal MAAS da questo 2015 ha lo scopo primario di raddoppiare le visite del museo nell’arco di un lustro attraverso interventi mirati al coinvolgimento sia delle fasce di pubblico da sempre più fedeli all’istituzione, come studenti e famiglie,  sia di quelle meno fidelizzate.

Questo percorso di avvicinamento al museo parte dall’attenzione riposta nella formulazione di un nutrito calendario di eventi e di mostre temporanee, nonché dalla creazione di nuove forme di membership per i visitatori più affezionati. Sono interventi questi che metteranno in luce  la vivacità dell’istituzione che si presenterà agli occhi del visitatore come un ente dinamico e in continuo mutamento. Nei prossimi anni, inoltre, maggiore attenzione sarà rivolta all’apparato comunicativo ed informatico del museo con il desiderio di ottenere una crescita del pubblico delle piattaforme digitali del 300% rispetto ai dati attuali.

Il vero fulcro di questo laborioso intervento sull’audience sta nella volontà di influenzare significativamente l’utenza turistica che si auspica possa addirittura decuplicare entro il 2020. Per questo motivo, una delle principali necessità evidenziate è quella di sviluppare un piano di rafforzamento del brand e dell’identità visiva delle strutture museali con interventi mirati per ognuna delle sue tre sedi. Maggior attenzione sarà riservata al Sydney Observatory – osservatorio impreziosito da un planetario e da un teatro 3D che permette di vivere una straordinaria esperienza immersiva di scoperta astronomica – che si vuol far diventare una delle massime attrazioni turistiche della città. Sono previsti anche interventi destinati alla sede principale dell’istituzione, il Powerhouse Museum, con il fine di integrarlo maggiormente con il Darling Harbour, cuore vitale e turistico di Sydney, mentre sono già in opera i lavori di ristrutturazione e d’ampliamento del Discover Centre nella parte ovest della città. Il MAAS di Sydney con un investimento di 5 milioni di dollari ha avviato un percorso di rinnovamento delle collezioni permanenti ed un piano di rotazione decennale delle esposizioni così da portare all’apertura di cinque nuove gallerie nell’arco di cinque anni ed una ventata di novità che lo farà emergere con rilevanza tra le proposte culturali e turistiche d’Australia.

Michele Gentili

Michele Gentili

Michele Gentili (1989) è specializzando alla Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici dell'Università di Bologna. Ha avuto esperienze in diversi musei, gallerie ed istituzioni italiane e straniere. Suo principale ambito di ricerca è il rapporto arte/natura, non solo da intendersi in chiave ecologica ma soprattutto come uno stimolo per una riflessione ecosofica sui confini spesso sfumati tra la sfera naturale e quella umana. Si interessa inoltre di questioni relative al paesaggio, la città e la memoria storica dei luoghi. Attualmente collabora come curatore con giovani artisti ed è responsabile della stagione 2015 di "Galleria Cinica", Palazzo Lucarini - Trevi (PG) e del progetto site-specific "On_the_spot". Vive tra Bologna e le Marche.

Michele Gentili ha scritto articoli per ArtShape.