Santa Barbara Museum of Contemporary Art

Santa Barbara Museum of Contemporary Art

di Caterina Sinigaglia

Nel 2012 il consiglio del Santa Barbara Contemporary Arts Forum ha dato il via ad una serie di indagini (tramite focus groups, sondaggi e interviste) per individuare con chiarezza come fosse percepito dal suo pubblico, stabilire gli obbiettivi principali per il futuro dell’istituzione e creare così le basi per la stesura di un piano strategico per i successivi quattro anni.

Viene così definita una mission: la promozione della creatività e del pensiero critico tramite l’arte contemporanea. Allo stesso modo viene stesa una nuova vision, che prevede l’espansione del proprio ruolo nella California centrale e il focalizzare la propria attività su artisti di diverse etnie e provenienze e che si esprimano tramite l’utilizzo di diversi media.

Il piano strategico stilato prosegue ripercorrendo la storia dello spazio espositivo dalla fondazione nel 1976 a oggi e ne elenca sedi, progetti, programmi didattici, tipi di esposizioni organizzate e fascia demografica. Prendere in considerazione il passato del Santa Barbara CAF è indispensabile per l’individuazione di caratteristiche e punti di forza da potenziare, ad esempio è fondamentale ricordare che è l’unico polo esclusivamente dedicato all’arte contemporanea nell’area compresa tra San Francisco e Los Angeles, occupa quindi una posizione chiave dal punto di vista geografico. Un altro elemento da sfruttare positivamente, che emerge dallo studio del CAF a partire dalla sua nascita, è la vocazione, in quanto spazio espositivo alternativo, alla sperimentazione e all’esposizione di opere d’arte non convenzionali, e dunque la spinta innovativa che lo caratterizza.

In virtù delle indagini svolte, così come dell’analisi della storia dell’istituzione, quindi, la visione strategica individua cinque aree principali, ognuna con un obbiettivo specifico e una serie di risultati auspicabili piuttosto definiti, che vanno a colmare tutti gli aspetti non approfonditi nella vision. Un esempio lampante è nell’area dello sviluppo del pubblico (sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo), in cui si specificano la necessità di avvicinarsi il più possibile agli alti standard museali, di esaminare costantemente l’efficacia dei programmi messi in atto e di andare incontro alla natura dell’ambiente urbano in cui si inserisce il museo, programmando di aumentare l’affluenza di pubblico appartenente alla comunità chicana e latina in generale. Lo stesso si può dire dei piani per l’aumento della consapevolezza (che prevede la creazione di una nuova identità del museo, un nuovo design del sito internet e nuove strategie di marketing), per l’espansione delle infrastrutture e per la sostenibilità finanziaria.

Centrale per lo sviluppo del museo è il cambiamento che deve affrontare dal punto di vista istituzionale. Infatti si prevede la transizione da CAF (ovvero Contemporary Arts Forum,e quindi spazio espositivo alternativo) a MCA (ovvero Museum of Contemporary Art), grazie alla certificazione ufficiale della AAM (cioè la American Alliance of Museums) da ottenere entro il 2014, con un conseguente beneficio per ogni aspetto del museo, derivante dal maggior prestigio ottenuto e da un deciso aumento di visibilità.

Inclusi nel piano si possono trovare inoltre un’analisi dei costi annuali previsti per ogni area, così come un breve riassunto per ogni anno a venire degli obbiettivi che si prevede vengano raggiunti in ogni settore analizzato. In questo modo si ha chiara l’evoluzione dell’istituzione museale nel futuro prossimo,visualizzando un percorso organico che culmina nel 2016 con una celebrazione del quarantesimo anniversario che coinvolga l’intera comunità e la prospettiva di costruire le basi per una revisione degli obbiettivi e la stesura di un nuovo piano strategico.

A concludere il piano infine vengono inserite brevi biografie dei membri del consiglio e del personale chiave, insieme ad una mappa organizzativa dello staff, per fornire un quadro generale delle professionalità che costituiscono il motore del museo.

Caterina Sinigaglia

Caterina Sinigaglia

Specializzanda in Beni storico artistici presso l'università di Bologna, si interessa principalmente di arte contemporanea

Caterina Sinigaglia ha scritto articoli per ArtShape.