Riflessioni sulla comunicazione: le potenzialità dei beni culturali

Riflessioni sulla comunicazione: le potenzialità dei beni culturali

di Silvia Delevati

Il modo migliore per proteggere e conservare il patrimonio culturale è saperlo comunicare.

Questa affermazione di Livio Zerbini, docente di Storia romana presso l’Università degli studi di Ferrara e curatore del libro Comunicare i beni culturali edito da Aracne editore, racchiude completamente il messaggio che il professor Zerbini vuole trasmettere ai lettori.
La  nostra civiltà attuale è la civiltà della comunicazione per cui la comunicazione gioca un ruolo essenziale e dunque, soprattutto in riferimento all’ambito dei beni culturali, lo sfruttamento della loro capacità comunicativa risulta di estrema importanza.
Le potenzialità comunicative insite nei diversi monumenti e oggetti musealizzati potrebbero, come indica Zerbini, divenire dunque strumento di salvaguardia e tutela grazie ad una maggiore attenzione al pubblico per mezzo delle attività didattiche e percorsi museali finalizzati ad una fruizione ragionata e l’utilizzo dei media non solo come semplice strumento pubblicitario ma come mezzo informativo e didattico.

Proprio su queste tematiche invitano quindi a riflettere gli interventi che sono raccolti in questo volume, opera di ricercatori, studiosi e professionisti partecipanti ai Seminari dei Master in “Esperto in didattica museale” e “Didattica e comunicazione dell’antico”, promossi dal Laboratorio di Antichità e Comunicazione, nell’ambito delle attività del Dipartimento di Scienze storiche dell’Università di Ferrara. Il volume propone dunque diverse riflessioni in particolare su due ambiti ai quali la comunicazione nell’ambito dei beni culturali è legata: l’importanza della funzione didattica e pedagogico-educativa dei musei e le problematiche ad essa legate della mediazione culturale;  la situazione della cultura nell’ambito della televisione pubblica in Italia con riferimento anche ai programmi che parlano del passato e il rapporto di compenetrazione tra i diversi media, il web e la cultura.
La comprensione di questi argomenti è facilitata dall’ampio apporto di esempi, sia presi da realtà straniere che italiane; inoltre alcuni dei saggi riportano in modo esauriente anche esperienze dei loro autori nel tentativo di dare indicazioni di massima su come sopperire alle diverse problematiche da loro incontrate.

Valeria Cicala per esempio, funzionario dell’Istituto per i beni culturali della regione Emilia-Romagna, descrive l’interessante svolgimento di un progetto maturato all’interno dell’area comunicazione dell’IBC, ovvero il concorso di scrittura 6000 Caratteri per un museo. Luoghi d’incontro e nuove narrazioni nei musei dell’Emilia- Romagna. L’iniziativa nata nel 2004, che prevedeva la scrittura di un racconto da parte del pubblico traendo spunto dallo spazio museale e dai suoi oggetti, creava un diverso rapporto con le opere e la loro storia poiché allo spettatore veniva chiesto di essere protagonista, e dall’altra parte ha creato un’occasione di aggregazione culturale le cui potenzialità sono state sviluppate successivamente attraverso la pubblicazione di alcuni racconti e una lettura degli stessi.

Molto interessanti sono anche i diversi esempi riportati nel saggio di Stefania Bojano, Giuliano Gaia e Francesca Pasquali sulla relazione tra i diversi media e le attività culturali: tra questi si ricorda il programma Time team dell’emittente britannica Channel 4 e l’evento da questo sponsorizzato The big dig che ha portato alla scoperta del mondo dell’archeologia tramite l’uso combinato della televisione e del web.
Sempre in questo saggio viene riportato in relazione all’integrazione tra web e musei l’interessante progetto italiano www.lemostreeterne.it , attualmente non più attivo, il cui scopo era preservare le immagini panoramiche a trecentosessanta gradi delle mostre temporanee ormai concluse, compiendo dunque un’opera di conservazione in riferimento all’evento stesso.
Gli autori stessi del saggio individuano però come questo progetto non si presentasse ancora come un esempio di integrazione reale tra web e musei in quanto il web risulta solo come un supporto all’evento reale.  Essi evidenziano come vi siano ancora molte problematiche da risolvere ma che la mediazione tra i diversi media offra appunto importanti opportunità ai musei e alle istituzioni culturali.

Per riuscire a sfruttare appieno le capacità comunicative dei beni culturali è necessario dunque comprendere le potenzialità dei media in riferimento ad essi e riuscire, come spiega Maria Letizia Grazi nel suo saggio compreso in questo libro, a stimolare dei collegamenti al vissuto di chi osserva in modo da far comunicare le opere e permettere loro di essere percepite come testimonianze del proprio passato e dunque valori da condividere e tutelare.

Livio Zerbini (a cura di), Comunicare i beni culturali, Roma, Aracne, 2008, pp. 144, € 9,70.

Silvia Delevati

Silvia Delevati

Studentessa presso la scuola di specializzazione in Beni Storico-Artistici. In precedenza laurea triennale in Scienze dei Beni Culturali alla Statale di Milano e Laurea Magistrale in Arti Visive presso l'università di Bologna. Medievista. Appassionata di Archeologia e in particolare di archeologia sperimentale in relazione all'attività di rievocatrice storica.

Silvia Delevati ha scritto articoli per ArtShape.