La città contemporanea tra percorsi creativi e turismo urbano

La città contemporanea tra percorsi creativi e turismo urbano

di Michele Gentili

La nostra Italia, seppur un po’ ansante e scolorita, ancora veste il suo storico ruolo di centro d’attrazione per turisti e viaggiatori mossi da sete di bellezza e amore per la conoscenza. E seppur il profilo del viaggiatore dai tempi del Gran Tour ad oggi è notevolmente cambiato, rimane in lui il desiderio di fare del viaggio un’esperienza di vita che vada oltre l’appagamento cognitivo. Ancora oggi sono le città del Bel Paese ad attrarre la fetta maggiore di turisti che decidono di fare dell’Italia la meta del loro viaggio. In un mondo sempre più ricco di offerte provenienti da nuove realtà emergenti, di strategie comunicative sempre rinnovate e nel quale si ha perfetta coscienza dell’importanza economica del turismo, una riflessione sullo sviluppo turistico delle nostre città risulta importante se non essenziale.

Il volume “Beni culturali e riqualificazione nella città contemporanea” edito da Pàtron Editore raccoglie i contributi del convegno “Percorsi creativi di turismo urbano” svoltosi a Catania tra il 22 e il 24 settembre 2011 ed è una nutrita riflessione in ambito geografico del complesso fenomeno turistico nelle aree urbane. La geografia ha il ruolo di individuare e comprendere i fenomeni territoriali, sia di natura culturale che economica, legati alle trasformazioni urbane. Sebbene questa materia sia troppe volte relegata ad occupare un ruolo di second’ordine nella progettazione turistica e urbanistica della città ha dimostrato spesso di essere l’unica disciplina in grado di cogliere veramente le necessità umane di chi abita e fruisce di quei luoghi connettendo il lavoro dei diversi attori che operano in essa. La tre giorni catanese è stata un’importante occasione per la quale studiosi di importanti università italiane e straniere hanno presentato studi sul campo e discusso problematiche e tendenze riscontrate nell’attuale sistema turistico italiano per il quale auspicano proposte creative di progettazione turistica, più audaci forme di comunicazione nonché più rispettosi modelli di riqualificazione urbana e di tutela dei luoghi e della loro identità.

La prima sezione del testo è dedicata al rapporto tra beni culturali e turismo, binomio spesso troppo superficialmente ritenuto scontato ma che merita una riflessione più analitica. L’Italia ancora regge bene un confronto quantitativo del turismo su scala internazionale grazie alla presenza di poche città superstar (Venezia, Firenze e Roma su tutte) che però mostrano preoccupanti problematiche di sostenibilità e una comunicazione di settore tradizionale e basata su poco valorizzanti stereotipi culturali. Nel corso di questa sezione i vari autori propongono riflessioni sul ruolo della tecnologia informatica e quindi della comunicazione come vera infrastruttura di un settore turistico al passo coi tempi. Vengono presentati interessanti casi di studio che dimostrano l’affermazione di fenomeni, quali ad esempio la diffusione dei Festival e la programmazione di mostre temporanee d’arte contemporanea, che arricchiscono l’offerta culturale delle città, specie quelle di piccole e medie dimensioni, veri campi di battaglia per uno sviluppo turistico sostenibile ed innovativo in Italia. Di particolare interesse il saggio sui “Borghi d’arte” di Sonia Gambino, dell’Università degli Studi di Messina, quasi un manifesto per la riscoperta delle potenzialità turistiche di questo immenso patrimonio diffuso in ogni angolo del nostro paese e depositario del “tempo solidificato”, delle tradizioni più autentiche e più tipicamente italiane. Altri contributi poi arricchiscono il volume con curiosi casi di studio, soluzioni alternative per un turismo nuovo – realmente “creativo” –  raccolti su buona parte del territorio italiano: si va dai castelli del Trentino – vero e proprio patrimonio raramente toccato da significativi flussi turistici – ai giardini storici, preziosi angoli di verde in una città densamente edificata come Catania, passando per i beni “sconosciuti” di Verona, per le “Luci D’Artista” di Salerno, ecc.

Nella seconda sezione del volume si è voluto invece porre attenzione sull’importanza della riqualificazione urbana come ipotetico strumento di rilancio della città in termini turistici. Allo stato dei fatti, in un mercato sempre più ampio e variegato, anche i centri urbani italiani che da sempre hanno vissuto turisticamente grazie all’arte e ai beni culturali necessitano di rinnovare la loro offerta o ridefinire la loro identità culturale e non di rado ciò avviene attraverso la progettazione architettonica. Dalla Grande Mela alle coste messinesi, da Bari alla capitale catalana, il volume presenta anche in questa seconda parte casi di studio provenienti da diverse zone d’Italia e del mondo. In particolare viene messo in discussione il fenomeno delle archistar, architetti-celebrità a cui è stato assegnato il compito di lasciare la loro firma su colossali opere al fine di rinnovare l’identità di una città nell’immaginario internazionale. Spesso architetti e amministrazioni sono riusciti nell’intento, creando opere iconiche che hanno trainato la città verso l’agognata rinascita turistica ma  altrettanto spesso hanno fallito, realizzando strutture che non dialogano con le effettive necessità della città e dei suoi abitanti o lasciando questi epici progetti solo sulla carta, incompiuti, sempre e comunque circondati da polemiche. Fenomeno questo che viene ampiamente discusso e che permette di riflettere sulla necessità per la città contemporanea di farsi catalizzatore d’interesse e propulsore di mode.

Con questo, altri due libri compongono una serie sul turismo urbano:  “I luoghi dell’entertainment nella città del tempo libero”, volume volto ad indagare lo sviluppo turistico legato alle attività di svago e di “evasione”, quando lo spettacolo, lo shopping, la movida o lo sport modificano l’immagine urbana e la sua fruizione, e “I foodies: turisti per gusto nella città multietnica” che mette in luce la tendenza che ha portato il cibo a non essere più solo nutrimento e forma di piacere ma anche esperienza sociale, espressione identitaria e un rilevante fattore economico per turismo.

Girolamo Cusimano, Leonardo Mercatanti, Carmelo Maria Porto (a cura di), Percorsi creativi di turismo urbano. Beni culturali e riqualificazione nella città contemporanea, Contributi presentati al convegno: Catania, 22-24 settembre 2011, Pàtron Editore, Bologna, 2013, pp. 406, € 40.

Michele Gentili

Michele Gentili

Michele Gentili (1989) è specializzando alla Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici dell'Università di Bologna. Ha avuto esperienze in diversi musei, gallerie ed istituzioni italiane e straniere. Suo principale ambito di ricerca è il rapporto arte/natura, non solo da intendersi in chiave ecologica ma soprattutto come uno stimolo per una riflessione ecosofica sui confini spesso sfumati tra la sfera naturale e quella umana. Si interessa inoltre di questioni relative al paesaggio, la città e la memoria storica dei luoghi. Attualmente collabora come curatore con giovani artisti ed è responsabile della stagione 2015 di "Galleria Cinica", Palazzo Lucarini - Trevi (PG) e del progetto site-specific "On_the_spot". Vive tra Bologna e le Marche.

Michele Gentili ha scritto articoli per ArtShape.