Palazzo Buonaccorsi. La “primavera” di un museo

Palazzo Buonaccorsi. La “primavera” di un museo

di Michele Gentili

Dopo un laborioso processo di riorganizzazione degli spazi cittadini dediti alla cultura durato anni, la città di Macerata possiede oggi un sistema civico museale rinnovato e pienamente efficiente che si presenta come una delle realtà più dinamiche del territorio. Un percorso questo iniziato nei primi anni duemila grazie all’approvazione del “Piano dei grandi contenitori culturali” da parte dell’amministrazione locale:  una strategia volta ad utilizzare edifici di proprietà comunale siti all’interno del centro storico, già adibiti o da adibire ad attività culturali, che è culminata qualche mese fa con la riapertura dell’ultimo piano di Palazzo Buonaccorsi – la principale sede museale maceratese – e con il recentissimo restauro dell’antico orologio della torre civica (17 aprile 2015).

Un felice provvedimento politico che ha permesso alla città marchigiana di rivedere le sue potenzialità d’attrazione in un periodo segnato da una generale crescita turistica in tutta la regione, ma soprattutto un’occasione per restituire alla comunità spazi e porzioni di patrimonio inediti o poco conosciuti, per donare così ai cittadini una più ampia offerta culturale e d’intrattenimento. Conseguentemente a questo piano, i Musei Civici hanno iniziato un percorso di radicale rinnovamento museale, la cui prima necessità è stata quella di creare una rete tra le varie istituzioni museali della città al fine di sviluppare un sistema di comunicazione coordinato tra le varie parti che, nonostante le loro diversità, proponessero un’identità comune.
studio_marchioTra il 2002 e il 2005 infatti è stato realizzato il nuovo logo dell’istituzione, da allora chiamata Macerata Musei: un brand che rappresentasse la comune appartenenza cittadina e l’autonomia di ogni singola realtà museale. Realizzato da Mirta Cuccurugnani/Memphiscom , il marchio “M” è un’elaborazione grafica di una lettera gotica incisa su una stele conservata nelle collezioni civiche, un’immagine generale neutrale (di colore grigio) che caratterizza con varianti cromatiche le singole istituzioni.

La data che ha segnato l’inizio del nuovo corso dell’istituzione è l’8 dicembre 2009 quando in occasione della Giornata delle Marche è stato presentato al pubblico il restauro di Palazzo Buonaccorsi ed inaugurato il Museo della Carrozza, trasferito dalla vecchia sede di Piazza Vittorio Veneto al seminterrato dell’edificio storico e per quel luogo accuratamente riallestito.

Meno istituzionale e rivolta maggiormente alla cittadinanza è stata l’inaugurazione del piano nobile di Palazzo Buonaccorsi, sede della collezione d’arte antica, per cui è stata scelta la simbolica data del 21 marzo 2014, giorno d’avvio della “primavera” di un nuovo museo e per cui è stata creata un’importante azione promozionale sui social network con l’hashtag  #primaveraBuonaccorsi.

1234710_10152258533154780_2079166940_nParticolarmente interessante è stata la campagna pubblicitaria ( concept grafico di Ma:Design e fotografie di Andrea Sestito/Studiolux) che ha promosso la riapertura della galleria e che ha invaso per settimane spazi urbani, web e stampa locale e non. Questa campagna promozionale puntava a sottolineare il valore “civico” del rinnovato museo maceratese che certamente è un luogo di conservazione e contenitore di testimonianze della storia artistica della città ma che è anche e soprattutto un luogo proprio del cittadino che ora, attraverso il restauro e la riapertura al pubblico, è stato restituito ad esso. Protagonisti delle numerose immagini sono proprio giovani maceratesi che, irrompendo nelle sale recuperate del palazzo, assumono pose quotidiane replicando i gesti di vita reale di alcune delle opere della collezione, giocando su una paradossale dimensione spazio-temporale. È la vita dei cittadini che entra negli spazi del museo: così l’istituzione si presenta come depositaria di relazioni ed espressione della comunità e dei suoi singoli individui. Il messaggio della riapertura del museo è stato veicolato su un pattern geometrico che è ispirato ai disegni del bellissimo pavimento della sala dell’Eneide, capolavoro di decorazione e vera icona del palazzo stesso. Per la campagna sono stati realizzati manifesti dai formati tradizionali (70x100cm, 140x200cm, 300x280cm, 6x3m, 15.9x2m)  e speciali stendardi da apporre su palazzi storici e su particolari spazi della città, oltre ad una ricca segnaletica per i punti strategici del tessuto urbano.

10377444_10152862009899780_4568712534545010467_nA cinque anni di distanza dall’apertura del Museo della Carrozza, il 7 dicembre 2014 si è concluso ufficialmente il rinnovo di Palazzo Buonaccorsi con l’inaugurazione della collezione d’arte moderna sita nel secondo piano dell’edificio. Anche per questo appuntamento Macerata Musei ha dato avvio ad una notevole azione pubblicitaria sui social network attraverso l’hashtag #900Buonaccorsi e ad una riuscita campagna pubblicitaria tradizionale coinvolgendo lo stesso team creativo già autore della precedente. Ad ispirare quest’ultima è stata l’eccentrica personalità di Ivo Pannaggi, artista eclettico ed originalissimo che, nato a Macerata, ha avuto una carriera internazionale toccando superbamente disparate discipline, dall’architettura alla poesia, dalla pittura al design,  frequentando la scuola del Bauhaus e militando all’interno del movimento futurista nel quale scriverà  il Manifesto dell’Arte Meccanica (1922) . È proprio una sua opera di disegno industriale, la sedia da egli progettata nel 1925/26 per i coniugi Zampini , a diventare l’icona di questa nuova apertura museale e simbolo di una collezione che vanta un ricco nucleo delle opere del maestro e di altri importanti artisti del secolo scorso.

Michele Gentili

Michele Gentili

Michele Gentili (1989) è specializzando alla Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici dell'Università di Bologna. Ha avuto esperienze in diversi musei, gallerie ed istituzioni italiane e straniere. Suo principale ambito di ricerca è il rapporto arte/natura, non solo da intendersi in chiave ecologica ma soprattutto come uno stimolo per una riflessione ecosofica sui confini spesso sfumati tra la sfera naturale e quella umana. Si interessa inoltre di questioni relative al paesaggio, la città e la memoria storica dei luoghi. Attualmente collabora come curatore con giovani artisti ed è responsabile della stagione 2015 di "Galleria Cinica", Palazzo Lucarini - Trevi (PG) e del progetto site-specific "On_the_spot". Vive tra Bologna e le Marche.

Michele Gentili ha scritto articoli per ArtShape.