Nel museo un’impresa

Nel museo un’impresa

di Agnese Lodi

Nicolaia Iaffaldano è ricercatrice di Economia e Gestione delle Imprese nella 2a Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Bari. È docente di Marketing presso la medesima Università. Ha pubblicato articoli e monografie sulla gestione della qualità nel settore dei servizi, con particolare attenzione per l’ambito del no-profit e della sanità.

“Management delle istituzioni museali” è un manuale suddiviso in sei capitoli:
I beni culturali, i beni meritori e la domanda; Aspetti organizzativo-strategici e gestionali; Analisi dello scenario italiano, evoluzione del quadro normativo;
Il museo come azienda di servizi; Le strategie da intraprendere per la valorizzazione del patrimonio culturale; Il caso del Museo Nazionale Archeologico “MARTA” di Taranto.

L’autrice partendo dalle scienze manageriali applicate all’impresa, analizza le Istituzioni Museali, le debolezze e le potenzialità di un sistema che data la situazione storico-economica attuale potrebbe vedere proprio in esse “valide leve per risollevare il sistema economico”.
Nel primo capitolo si analizzano i musei non soltanto come strutture di conservazione ma come luoghi per un’utenza attenta ed esigente: proprio per questo si arriva alla conclusione che per essi la gestione secondo un profilo aziendale risulti la soluzione più adeguata. Inoltre si cambia la nozione di beni culturali: il patrimonio storico è visto come “entità concreta del luogo e del paesaggio, della sopravvivenza e del lavoro”, quindi non separabile dall’ambiente circostante. La conservazione di un bene ne deve garantire l’esistenza e l’integrità dell’oggetto in sé, il che comprende il “mantenimento”, la “sicurezza” ed il “restauro” dei materiali. Infine si sottolinea come la tutela serva a soddisfare l’interesse pubblico alla “fruizione” del patrimonio.
Nel secondo capitolo l’autrice delinea un panorama storico sulla situazione italiana in merito all’interesse economico per i beni culturali dagli anni novanta ad oggi, soffermandosi sui differenti enti che gestiscono il patrimonio pubblico e gli assetti istituzionali. Partendo da una realtà museale, ben radicata nel territorio, si crea valore per una serie di filiere: vino, gastronomia tipica, artigianato locale di matrice culturale.
Nel terzo capitolo si esaminano le caratteristiche e le differenti realtà dei musei italiani. L’Italia come paese del “museo diffuso”: “il museo esce dai suoi confini, dilaga nelle piazze e nelle strade, occupa le chiese e i palazzi, moltiplica i suoi capolavori nella città e nella campagna”. È più volte ribadita l’importanza del legame con il territorio sia per i beni ambientali sia per il coinvolgimento dei privati.
Nel “Museo come azienda di servizi”, ci si sofferma a ricercare le soluzioni per elevare la quantità e la qualità dei servizi, al fine di rispondere alle aspettative del pubblico. A tal fine è necessario gestire il museo come un’azienda, e pertanto non perdendo di vista la mission pubblica dell’istituzione museale. Questa è vista come un sistema vitale che è in grado di sopravvivere se contestualizzato in un determinato ambiente. In tal senso si chiarisce come sia necessario accelerare un processo di cambiamento culturale che porti ad investire sulla formazione e sulla riqualificazione del personale: tale obiettivo è conseguibile, da un lato, attraverso l’introduzione e l’impiego delle nuove tecnologie, dall’altro, mediante il mantenimento d’interesse sul pubblico, interesse che così si riverbera su un conseguente ampliamento della base sociale.

Nel quinto capitolo si affrontano le strategie per la valorizzazione del patrimonio culturale a monte delle quali si sottolinea il ruolo svolto dalla “Carta del rischio” del patrimonio culturale, dalla conservazione preventiva, programmata e dalla manutenzione ordinaria, tutte pratiche necessarie e propedeutiche ad una successivo sviluppo del patrimonio culturale. Successivamente si fa riferimento ai temi dell’ecologia e dello sviluppo sostenibile. Se, infatti, il museo da solo non riesce più a reggere la competizione, una rete di musei sarebbe capace di “mettere in valore l’intero patrimonio culturale delle città e dei luoghi di cui è [n.d.r.] espressione frazionaria”. Inoltre, la rete tramite dinamiche collaborative permetterebbe di ridurre i costi.

Trattando del caso reale del Museo Nazionale Archeologico di Taranto si conclude il sesto capitolo. Il museo rinasce con l’acronimo MARTA cui si associa un rilancio mediante un nuovo piano di comunicazione. Si ripercorre la storia dell’istituzione dalla sua creazione, al successivi restauri, fino all’ultimo riallestimento. Fondamentale è la contestualizzazione dell’istituto nel territorio che “consente di iniziare nel museo un racconto che continua fuori, ripercorrendo l’intera trama delle relazioni storiche di specie sociale, economica, artistica che connotano l’identità dei luoghi”.
Per concludere, la Iaffaldano ripercorre la storia delle Istituzioni Museali attraverso le loro frammentazioni, le diverse realtà Statali e Private, un panorama che caratterizza il patrimonio culturale italiano: il fine è la ricerca di una positività proattiva nell’individuare soluzioni condivise e economicamente fattive quali le Reti dei Musei. A tal riguardo, significativa è la frase: “I temi di management possono essere utili solo a fronte di una effettiva volontà e capacità di accoglierli all’interno delle istituzioni stesse”.
Il metodo di analisi utilizzato è manualistico; prevale un’analisi dettagliata dell’argomento; il testo è completato da note specifiche che citano leggi specifiche e puntuali.
Il linguaggio è formale e a tratti prettamente economico-manageriale.

Nicolaia Iaffaldano, Management delle istituzioni museali, 2011 Cacucci Editore, Bari. Numero pagine 184. Euro 20,00.

Agnese Lodi

Agnese Lodi

Diploma magistrale. Laurea, vecchio ordinamento, in Conservazione dei Beni culturali presso l'Università di Parma. Esperienze: archeologia sul campo e gestione logistico-operativa di una missione archeologica. Corso al Centro Europeo Formazione Artigianato Ligneo, Agenform Savigliano (CN). Corso per progettare un evento temporaneo, presso l'Università di Modena.

Agnese Lodi ha scritto articoli per ArtShape.