National Museum of Australia

National Museum of Australia

di Teresa Serra

Il Museo Nazionale Australiano ha sede a Cranberra e si accinge a compiere il suo trentacinquesimo compleanno. Fondato nel 1980, non ha però avuto una sede ufficiale e fissa fino al 2001, anno in cui venne costruito da Howard Raggatt l’imponente e coloratissimo edificio che oggi conosciamo. Il complesso sorge sul lago Burley Griffin ed è un’imperdibile meta turistica per chiunque si rechi a visitare Cranberra.

Nel piano strategico 2014-2018 emergono ben distinti i tratti che caratterizzano la visione del mondo e gli obbiettivi di questo museo, senza dubbio uno dei più conosciuti e importanti presenti su tutto il territorio australiano.

È evidente, in prima istanza, la forte volontà di preservare e riuscire a comunicare in modo efficace l’importanza attribuita alla storia e alle origini della nazione, considerate fondamentali per capire, leggere e interpretare la contemporaneità. Tre sono le tematiche principali su cui il museo focalizza la sua attenzione:

  • i popoli e le culture aborigene
  • la società e la storia australiana dal 1788
  • l’essere umano e il suo rapporto con l’ambiente

Il Museo Nazionale Australiano si prefigge di sviluppare, preservare ed esibire, quindi, una collezioni di oggetti storici e archivi digitali che ispirino e coinvolgano il pubblico, imponendosi di interagire con esso coinvolgendolo attivamente. Si percepisce la forte volontà di innovazione, assunta come istanza programmatica sin dalla nascita di questo museo.

Si mira all’eccellenza, nulla di meno.

Se si considera poi che il Museo di Cranberra, da quando esiste, ha ospitato più di 9 milioni di persone, che hanno avuto luogo ben 89 esposizioni, che oltre a 1 milione di studenti hanno partecipato alle visite guidate e alle iniziative promosse, che sul web si contano più di trenta milioni di accessi al sito e che si sono istituiti partenariati con organizzazioni di diversa natura con ben 12 diversi Stati, allora è chiaro che il ruolo giocato da questo museo è trainante e di fondamentale rilevanza.

Gli obbiettivi che sono descritti nel piano economico analizzato sono ambiziosi, ma realistici: entro il 2018 si vorrebbe raddoppiare il numero delle visite nazionali; creare almeno altri tre importanti partenariati con organizzazioni internazionali; ampliare il sito web e aumentarne le visite; dotare il museo di tre nuove esperienze multimediali e interattive da proporre al pubblico; realizzare applicazioni per cellulare che consentano di collegarsi ed interagire con il museo. Il mantra di questo luogo recita “eccellenza, innovazione e approccio contemporaneo e attento alle esigenze del pubblico” e il dialogo, la partecipazione e le relazioni sembrano essere i punti su cui viene focalizzata maggiormente l’attenzione.

Non viene dimenticata, tuttavia, l’importanza della collezione interna del museo, valutata oggi 300 milioni di dollari. Questa viene tutelata e resa accessibile al pubblico, comunicando il valore e cercando di mettere in atto il principio dell’edutainment (educare e divertire, educare e intrattenere, educare e, banalmente, non essere noiosi né pedanti), rendendo inoltre le visite il più possibile interattive.

Questo strategic plan è un ottimo esempio di quel che s’intende parlando di marketing museale all’avanguardia; il Museo Nazionale Australiano assume così tutte le caratteristiche necessarie per far fronte alle nuove esigenze culturali e di mercato: coinvolgere, divertire, incuriosire, creare relazioni, essere al passo con le innovazioni tecnologiche, creare una visione culturale del mondo che possa essere accessibile e condivisa. Nonostante venga citata più di una volta, la collezione di oggetti dalla quale l’esistenza del museo scaturisce perde importanza, e i riflettori che fino a qualche anno fa erano puntati su di lei oggi non la illuminano più, direzionandosi più volentieri su tutta una serie di oggetti d’interesse immateriali, come le relazioni umane, la comunicazione, la visione di un modo di vivere e di passare il tempo che caratterizzano sempre di più il nuovo millennio.

Teresa Serra

Teresa Serra

Laureatasi in Arti Visive presso l'Università di Bologna, frequenta la Scuola di Specializzazione in beni storico-artistici. Si interessa soprattutto d'arte contemporanea.

Teresa Serra ha scritto articoli per ArtShape.