Museum Victoria (Australia)

Museum Victoria (Australia)

di Giulia Mezzanini

Il museo Victoria è un’articolata organizzazione localizzata a Melbourne, nello stato Victoria, nel sud dell’Australia. La struttura racchiude più realtà al suo interno: Il Melbourne Museum, con il centro di cultura aborigena (il Bunjilaka), il Scienceworks (il museo della Tecnologia e della Scienza), l’Immigration Museum (che si occupa delle diversità culturali dei popoli immigrati nelle terre australiane), il centro espositivo per mostre temporanee del Royal Exhibition Building e altri due siti di attrattiva culturale, ovvero il Planetario di Melbourne e l’Imax Centre, un cinema dove le proiezioni dei film avvengono su schermi a grandezza e risoluzione maggiore delle comuni sale cinematografiche.

Il contesto in cui il museo agisce è quello di una comunità locale e nazionale in continua evoluzione tecnologica e con un senso identitario sempre più ampio, intrecciato a nuove culture e tradizioni. Le collezioni di cui si occupa tale organizzazione riguardano le scienze naturali, la tecnologia e la storia delle popolazioni indigene dell’Australia. Tali collezioni raccolgono ogni anno l’interesse soprattutto dei pubblici formati dalle scuole e dai turisti della regione australiana, ma non solo. A queste categorie di stakeholders, il museo ha dedicato la maggiore attenzione possibile nel suo piano strategico di intenti, da attuarsi nel quinquennio dal 2013 al 2018, reso poi fruibile sul suo sito web.

La prospettiva futura del complesso Victoria è quella di

illuminare, ispirare, connettere e arricchire

le persone che partecipano alle attività del museo, favorendo l’evoluzione identitaria e le relazioni all’interno della comunità locale e nazionale. Tutto ciò, attraverso dei principi etici che il museo si propone di rispettare, in quanto valori fondanti della sua politica culturale: impegno costante nel campo etno-antropologico e ambientale, rispetto per le diversità culturali, promozione nella riconciliazione tra le etnie che abitano la regione Oceanica, attenzione ai diritti umani, responsabilità e serietà nei progetti proposti alla comunità, nella conservazione dell’eredità culturale del museo, nella trasmissione di conoscenze e nella sensibilizzazione a questioni etico-sociali e ambientali.

Il piano strategico che il Museo Victoria si propone di realizzare, entro il 2018, ha come scopo ultimo (mission) l’incremento delle collezioni, il miglioramento nella sua gestione e un maggiore coinvolgimento dei pubblici nelle attività offerte, tanto da farli diventare partecipanti attivi della realtà museale.

Tale mission è esemplificata attraverso cinque punti chiave: l’approfondimento delle relazioni tra le persone, la volontà di investire nelle collezioni e nella loro valorizzazione, la necessità di stare al passo con la tecnologia digitale, la flessibilità organizzativa e l’impegno nel supportare la creatività e nel generare turismo e forza lavoro per la comunità locale. Questi cinque progetti, sono esplicitati e approfonditi all’interno del piano del museo, il quale racchiude le azioni da attuare per raggiungere i cinque obiettivi. Si tratta di strumenti mirati e ben precisi, volti a migliorare la percezione degli utenti delle loro esperienze museali e a creare una maggiore interrelazione tra essi e tra essi e le collezioni.

Vi è inoltre un’attenzione costante alle preferenze dei visitatori-partecipanti al museo: uno degli obiettivi, infatti, è la customizzazione delle esperienze di visita, ottenibile tramite apposite indagini di mercato, la creazione di un database per la raccolta d’informazioni sulle varie categorie di utenti del museo, l’adozione di approcci multidisciplinari che consentano di seguire le tendenze e le inflessioni della società e il miglioramento dei progetti educativi/didattici e le attrattive turistiche offerte agli utenti. Oltre ciò, il museo persegue l’obiettivo di creare legami duraturi con la popolazione, attraverso dibattiti aperti su temi di ampio raggio, eventi di promozione e la valorizzazione delle collezioni, nonché un costante impegno nell’ampliamento quantitativo dei beni materiali e immateriali ivi conservati. Questi propositi sono da attuare in un ambiente aperto alle tecnologie e alla digitalizzazione, con l’implementazione informatica delle collezioni, il potenziamento dei sistemi gestionali per la ricerca, la comunicazione e la fruizione dei beni, la promozione del pensiero digitale e di una mentalità aperta alle innovazioni.

Si tratta di un piano ben articolato, chiaro nei suoi intenti ed equo nella suddivisione dei progetti e delle energie da allocare alle singole strutture che compongono il complesso museale, anche a quelle meno visitate, come per esempio il museo dell’immigrazione. Serio, anche per la scelta di monitorare in corso d’opera l’attuazione del piano strategico, tramite strumenti di verifica dei risultati in termini sia quantitativi che qualitativi, per esempio indagini ai vari portatori di interesse del museo (visitatori intenzionali ed eventuali, dipendenti, comunità locale), realizzate anche con l’aiuto di canali informatici, come i forum. L’adeguamento agli standard di settore con la vittoria di premi nazionali e internazionali ha permesso inoltre di testare le performances e la qualità del museo, sia dal punto di vista dei lavoratori interni alla struttura che dalle sue categorie di pubblico.

Ecco che quindi, la vision del museo Victoria di illuminare le generazioni future, di ispirare nuove forme di creatività e opportunità di lavoro, di connettere tecnologicamente e fisicamente culture diverse, e infine arricchire una comunità e il suo senso identitario, si attua in un progetto pratico costituito da strategie di tutela, valorizzazione, educazione, intrattenimento e pacificazione tra i popoli.

Giulia Mezzanini

Giulia Mezzanini

Iscritta alla Scuola di Specializzazione in Beni storico-artistici a Bologna. Ho conseguito la laurea in Discipline artistiche all'Università di Verona e tra i miei interessi ci sono la grafica d'arte, la fotografia e tutto ciò che riguarda la realtà museale.

Giulia Mezzanini ha scritto articoli per ArtShape.