Moretto Savoldo Romanino Ceruti. 100 capolavori dalle collezioni private bresciane

Moretto Savoldo Romanino Ceruti. 100 capolavori dalle collezioni private bresciane

di Luca Minella

E’ in corso a Brescia, presso la sede di Palazzo Martinengo, una rara e variegata mostra sui risultati del collezionismo privato bresciano. Questo mondo molto raffinato e riservato, ci testimonia l’intensa attività legata al collezionismo di estrazione nobiliare, dei grandi industriali, professionisti e notabili che nel corso del tempo sono arrivati a costruire importanti e talvolta uniche collezioni private inaccessibili al pubblico.

Si presenta quindi per la prima (e forse ultima) volta, l’opportunità di ammirare alcuni grandi capolavori dell’arte italiana compresa tra il XV e il XVII secolo fuoriusciti dagli scrigni di importanti raccolte private: una prestigiosa e ben curata selezione di 100 dipinti suddivisi nei diversi generi che caratterizzarono la pittura del rinascimento e del barocco italiano. Vi ritroveremo infatti le nature silenti del Seicento romano, i temi sacri del Romanino e del Moretto, il vedutismo veneto di Bellotto e di Guardi, la pittura di tenebra del Seiciento, la ritrattistica barocca del Ceruti e del Crespi, con molti altri artisti e opere di una grandissima stagione pittorica nella storia dell’arte italiana.

Il percorso espositivo è suddiviso in sette sezioni tematiche: Il Quattrocento a Brescia; Il Cinquecento a Brescia: La pittura barocca e rococò; Il trionfo della natura morta, Nani e Pigmei: Bocchi e Albrici, La pittura di genere: paesaggi, vedute e interni; I pittori della realtà.

La mostra vuole così condurre lo spettatore attraverso un percorso che tocca diversi secoli di pittura italiana, focalizzando l’attenzione sul rapporto tra collezionismo privato e “bellezza senza tempo” come comune denominatore alle differenti esigenze estetiche e di ricerca del mercato collezionistico. Non manca a questo proposito la presentazione di 34 opere inedite tra le quali si distingue un importante ritrovamento di un ritratto nobiliare del Crespi, per la prima volta mostrato al pubblico.

Le sorprese però non terminano qui, bensì continuano con un intero piano dedicato all’opera del Ceruti. A questo grande maestro del Seicento è stata dedicata un’ampia area, che all’occhio del visitatore potrà sembrare fin da subito come una “mostra nella mostra”, ricca di soggetti ritrattisti legati alle ricerche del naturalismo e della ritrattistica di cui il Ceruti fu un grande maestro. Come scrisse Giovanni Testori nel 1967 “Presso il Ceruti, tutto si risolse, anzi tutto fu nient’altro che ritratto; e , a causa dell’ampiezza e totale umanità di sguardo e riflessione, ritratto del mondo intero”.

Moretto, Savoldo, Romanino, Ceruti. 100 capolavori dalle collezioni privata bresciane. Palazzo Martinengo, Brescia, 1 marzo – 1 giugno 2014

Luca Minella

Luca Minella

Studente presso la Scuola di Specializzazione in Beni Storico-Artistici dell'università di Bologna, laurea in storia dell'arte presso Università di Torino, apprendistato di pittura presso la Angel Academy of art di Firenze; studioso di pittura del XIX secolo e arte orientale, pittore.

Luca Minella ha scritto articoli per ArtShape.