Marketing esperienziale al Madre di Napoli

Marketing esperienziale al Madre di Napoli

di Marianna Leone

Alcuni musei stanno innovando la propria immagine  sia sul piano della comunicazione che della progettazione. Ciò scaturisce dalla necessità di svecchiare la tradizionale organizzazione per orientare il pubblico verso un museo inteso come un luogo vitale e partecipativo. In tal senso, i progetti proposti dal Madre di Napoli, il quale ha recentemente subito un’operazione di rebranding (il rifacimento del logo, dell’apparato comunicativo e dell’allestimento), rappresentano  i segni  di questo cambio di rotta. Il direttore del Madre, Andrea Villani, ha lanciato un’importante scommessa: quella di creare un trait d’union tra il mondo della creatività e il territorio, facendo sì che il pubblico partecipi  alla costituzione della collezione permanente del museo. I due progetti collaterali, avviati nel 2013 e tuttora in progress, s’intitolano PER__formare un museo e PER__formare una collezione,  a sottolineare la volontà di rendere performativo lo spazio del museo, mediante la realizzazione di una serie di eventi nella sala polivalente intitolata Re__PUBBLICA MADRE. Essa rappresenta una “piazza culturale”, in cui è presente una tribuna che accoglie dibattiti, presentazioni di libri, reading, laboratori e attività didattiche. I curatori, Alessandro Rabottini ed Eugenio Viola, sono consapevoli del fatto che “è il pubblico a fare il museo”, infatti, nel comunicato stampa della tappa conclusiva del progetto PER__formare una collezione#4 (22-05-2015) è ribadita questa idea:

La collezione del Madre si configura come un’entità performativa, in divenire e progettuale, che definisce il museo non soltanto come spazio fisico ma anche come insieme di relazioni sociali e simboliche, di storie da raccontare e di possibilità da configurare

Il pubblico partecipa alla costituzione della collezione, cioè entra nel vivo della “narrazione” mediante il dialogo diretto con gli artisti e i curatori. In questo modo si dà luogo a un’esperienza museale che rappresenti una forma di riappropriazione dell’identità individuale e collettiva. Si può affermare, dunque, che il museo Madre abbia adottato una tipologia di marketing esperienziale in cui interagiscono i contributi del pubblico, sviluppando una dimensione plurisociale e non convenzionale. Questo si riflette soprattutto nella creazione dell’allestimento che coinvolge fisicamente il visitatore e nell’utilizzo di scelte grafiche e stilistiche rapportate all’immediatezza del linguaggio mediatico, tipico dei social network, caratterizzato spesso da simboli quali hashtag e underscore, ma anche dall’uso del colore giallo che comunica empatia e dinamismo.

 

Marianna Leone

Marianna Leone

Marianna Leone ha scritto articoli per ArtShape.