L’esperienza della riscoperta al Museo Egizio di Torino

L’esperienza della riscoperta al Museo Egizio di Torino

di Silvia Delevati

Dopo 5 anni di lavori, che grazie ad un complesso cronoprogramma nella movimentazione dei reperti non hanno richiesto nemmeno un giorno di chiusura del museo al pubblico, il primo aprile 2015 il Museo Egizio di Torino ha inaugurato il riallestimento dello spazio espositivo ed il nuovo percorso museale. Tuttavia, al di là dei rinnovamenti materiali, il museo ha subito principalmente un restyling d’immagine, modificando il proprio brand e proponendo dunque una concezione di sé aperta al mondo esterno, alle nuove tecnologie e infine proponendosi come punto di incontro per le nuove etnie presenti a Torino, con particolare riferimento a quella araba a sottolineare lo stretto legame con la terra da cui i reperti provengono.

La campagna di comunicazione #Egizio 2015, realizzata dallo studio ToDo, riflette infatti questo nuovo branding, promuovendo attività interattive con il pubblico e sfruttando tecnologie all’avanguardia.
La campagna comunicativa mette al centro il valore esperienziale, e a questo proposito è importante citare Spedizione di #Egizio 2015, ovvero una serie di appuntamenti durante i quali gli osservatori potevano interagire con un sofisticato braccio meccanico che ad ogni loro soffio asportava della sabbia da una copia di reperto posta in una teca.
Il filo conduttore dell’esperienza emozionale della riscoperta è il medesimo che guida anche l’allestimento di una grande clessidra in piazza San Carlo a Torino al fine di creare l’aspettativa dell’attesa.
Nella creazione di un’immagine più moderna, il museo adotta anche un nuovo logo più dinamico, creato a partire da un segno geroglifico rappresentante l’acqua (riferimento quindi al Nilo e al suo corrispettivo italiano cioé il Po) e rielaborato dallo studio Migliore-Servetto Architects. Questa immagine più moderna e accattivante, più vicina ai giovani, è certamente valorizzata da una strategia comunicativa che si avvicina ad altri esempi di guerrilla marketing.

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Silvia Delevati

Silvia Delevati

Studentessa presso la scuola di specializzazione in Beni Storico-Artistici. In precedenza laurea triennale in Scienze dei Beni Culturali alla Statale di Milano e Laurea Magistrale in Arti Visive presso l'università di Bologna. Medievista. Appassionata di Archeologia e in particolare di archeologia sperimentale in relazione all'attività di rievocatrice storica.

Silvia Delevati ha scritto articoli per ArtShape.