Scoprire l’arte, tra turismo e cultura: intervista a Michela Cesarini

Scoprire l’arte, tra turismo e cultura: intervista a Michela Cesarini

di Redazione

La serie di interviste condotte da ArtShape agli alumni della Scuola di specializzazione in Beni Storico-Artistici dell’Università di Bologna prosegue con Michela Cesarini, diplomata nel 2010, con una tesi dal titolo Comunicare la memoria. Strategie multimediali per la valorizzazione di un Fondo fotografico della Biblioteca Gambalunga di Rimini, con Paolo Granata, docente di Gestione dei Beni Storico-Artistici. Le risposte di Michela ci consentono toccare il tema del turismo culturale e delle pratiche comunicative connesse alla valorizzazione del territorio, inteso nella sua accezione più ampia, come luogo di intreccio tra arte, storia, memoria, paesaggio.

Michela, pur essendoti diplomata presso la Scuola di specializzazione in Beni Storico-Artistici di Bologna, in realtà hai sempre operato a stretto contatto col tuo territorio, il riminese. Che ruolo ha avuto il tuo contesto culturale nel tuo percorso formativo?
L’arte e la storia del territorio riminese sono diventate oggetto di studio e di lavoro dopo l’esperienza Universitaria a Firenze, dove mi sono laureata con una tesi in Museologia. Lo spunto è stata la collaborazione con i Musei Comunali di Rimini in occasione dello stage per un corso professionale “Operatore per la tutela dei beni culturali”, promosso dall’Istituto dei Beni Culturali della Regione e da lì, ormai 15 anni fa, è iniziata una collaborazione ancora attiva per la didattica e il patrimonio del Museo della Città. Una passione lavorativa e di studio per la scoperta della storia e dell’arte del territorio in cui sono nata e dove ho sempre abitato che è poi sfociata due anni fa nella creazione di Discover Rimini, la mia attuale attività professionale.

La Scuola di Specializzazione, così come previsto dal piano di studi, ti ha portato ad affrontare una nuova esperienza di stage, che tu hai scelto di svolgere presso una realtà culturale importante a Rimini, la Biblioteca Gambalunga. Vuoi parlarci di questa tua esperienza?
Visto che una delle materie della Scuola di Specializzazione era Storia della fotografia (con il prof. Marra), campo per me affascinante ma mai affrontato nel corso della mia esperienza di studi pregressa, ho deciso di chiedere ai dirigenti di questa istituzione, che possiede un importante archivio fotografico, un argomento che potesse essere utile studiare nel corso dello stage. Mi hanno assegnato il riordino di un fondo fotografico interessante, la donazione di un dilettante riminese, Pietro Freddi, che aveva la passione per la stereoscopia; quell’argomento è stato poi il punto di partenza della mia tesi di specializzazione.

Da qualche anno hai fatto una scelta coraggiosa e innovativa. Hai deciso di mettere in piedi un progetto di valorizzazione del territorio in cui vivi, con particolare attenzione all’ambito del patrimonio culturale. Cos’è Discover Rimini?
Discover Rimini è un’attività professionale nata nel 2011 per mettere a valore il bagaglio di esperienze e relazioni maturate in quasi 15 anni di lavoro e studio dell’arte e della storia del territorio riminese.
Stanca di sperare in un concorso pubblico mai bandito nel campo dei beni culturali ho deciso di mettermi in proprio e progettare visite guidate e percorsi culturali di qualità e ‘su misura’ per viaggiatori curiosi, amanti della storia e dell’arte, costruiti per una divulgazione di primo livello fino alla massima specializzazione.
Per soddisfare al meglio questo obiettivo ho creato un team di storici dell’arte, archeologici e guide con patentino attivi da anni nel settore della didattica e della divulgazione culturale del territorio.
Discover Rimini si rivolge a turisti in soggiorno balneare, congressuale e culturale, ma anche ai residenti, desiderosi di conoscere meglio la propria città; offre inoltre consulenza su temi che riguardando la storia e l’arte riminese: educational e ricerche iconografiche e documentarie per finalità editoriali, promozionali e aziendali.

Quali problematiche, ma anche opportunità, intravedi per chi come te decide di intraprendere un percorso professionale autonomo, curando in prima persona la realizzazione di un progetto così ambizioso?
Nell’ambito dei beni culturali, la grande difficoltà è data dall’inserirsi in un campo affollato da un alto numero di laureati con poche prospettive occupazionali ‘stabili’ (contratti con enti pubblici o aziende), l’opportunità è di svolgere un lavoro a contatto con la storia e la bellezza peculiari della nostra Italia, aspetti che costituiscono la nostra identità ed un grande primato, purtroppo poco compreso dalla maggior parte degli stessi italiani.
Per quanto riguarda il campo specifico del turismo nel territorio riminese non è facile intercettare la domanda culturale e far capire, prima di svolgere il servizio, la differenza fra un servizio di qualità e professionale e quello offerto da un numero elevato di operatori improvvisati che accompagnano i turisti a visitare i monumenti di Rimini e dell’entroterra.

Come utilizzi le nuove tecnologie nel tuo lavoro. Quali le potenzialità che intravedi a tale proposito?
Ho aperto un sito internet, fondamentale biglietto da visita sul web. Utilizzo poi social network, che non amo tanto, ma ne riconosco il fondamentale apporto per la comunicazione odierna, anche di quella culturale:  consentono la diffusione veloce di notizie e contenuti e una relazione attiva con il pubblico, anche con quello potenziale.

Quali sono secondo te le competenze su cui uno specializzando dovrebbe oggigiorno maggiormente investire per integrarsi professionalmente in un settore così ampio come quello dei Beni Storico-artistici?
Prioritariamente dovrebbe investire su una buona conoscenza delle lingue straniere: non solo l’inglese, ma il russo, l’arabo, il cinese, lingue parlate da chi ha un’economia in espansione e ha interesse a conoscere il nostro patrimonio culturale, in cui purtroppo il nostro stato e i privati investono cifre irrisorie: ricordo solamente che in merito ai siti dichiarati dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità l’Italia ne possiede 47, su un totale di 962 (collocati in 157 nazioni del mondo); tutti sappiamo in che condizioni ‘difficili’, non solo economiche, sono molti di questi.

La Scuola di specializzazione che hai frequentato, per sua vocazione, offre solide basi storiche, teoriche e metodologiche attraverso cui operare nel settore della tutela, della gestione e della valorizzazione del patrimonio storico-artistico. Come trasformare un percorso di studi e ricerca in un percorso professionale, in risposta alle esigenze del settore? Insomma, come coniugare teoria a pratica, quali difficoltà e quali opportunità?
Non è facile. Quello che posso suggerire, in base alla mia esperienza, è scegliere un campo specifico all’interno del settore dei beni storici-artistici, lavorare e studiare per farsi esperienza in quel settore e costruire un’idea di lavoro che possa avere un risultato economico positivo, analizzando il potenziale del mercato (domanda e offerta in quel settore) e pensando strategie percorribili per raggiungere l’obiettivo prefissato.

Dopo la Scuola di specializzazione, hai continuato ad investire sulla tua formazione? Hai partecipato a corsi di aggiornamento?
Credo che nella vita occorra sempre studiare, per rimanere aggiornati ed acquisire competenze necessarie nel mondo del lavoro. A questo proposito la formazione post-universitaria rappresenta un’opportunità qualificante. Per imparare a comunicare l’attività di Discover Rimini mi sono iscritta a un Master all’Università degli Studi di Urbino: “Professionisti dell’informazione culturale”. Le lezioni di professionisti di questo mestiere (giornalisti e responsabili di società attivi nel campo della comunicazione culturale) mi sono state utili. Attualmente sto scrivendo la tesi, incentrata sull’attività di Discover Rimini.

Su cosa stai lavorando in questo periodo? Progetti in cantiere? Idee? Traguardi?
Cerco ‘solamente’ di far conoscere e consolidare la mia attività di Discover Rimini, è un grande impegno.
Grazie per l’attenzione dedicatami.

Redazione

Redazione

Redazione ha scritto articoli per ArtShape.