Il futuro dei musei è nell’economia aziendale?

Il futuro dei musei è nell’economia aziendale?

di Giulia Mezzanini

Ciò che il libro “Il museo oltre la crisi” si propone di analizzare è una carrellata delle maggiori dicotomie che affliggono la tematica museale, confutando tutte quelle facili soluzioni retoriche che vedono la risoluzione delle questioni museali in un drastico ritorno ai musei del dopoguerra, gestiti da figure emblematiche, di grande cultura, che da soli hanno risollevato le collezioni dalle macerie.

Gli autori del testo si propongono di discutere alcune delle problematiche che negli ultimi cinquant’anni hanno tenuto banco in merito ai Beni Culturali, fornendo esempi e rimandi alla normativa vigente, con occhio critico e apertura mentale. La loro intenzione non è quella di fornire delle regole da seguire ma degli spunti critici di riflessione sull’apertura dei musei all’economia, creando quindi un dialogo tra museologia e management.

Il testo si articola in undici capitoli, all’interno dei quali gli autori affrontano in maniera analitica e propositiva: la crisi finanziaria e le conseguenze nel sistema museale italiano, le diatribe di lunga data tra pubblico e privato, le finalità educative e di mercato dei musei, la tutela e valorizzazione e le figure professionali più adatte (al giorno d’oggi) a gestire un museo. Ciò che fa da filo conduttore all’intero libro è la consapevolezza che dietro la crisi del sistema museale italiano non ci sia solo la crisi finanziaria iniziata già negli anni ’90 del XX secolo, ma anche la sorpassata concezione del museo quale deposito votato solo alla tutela delle opere d’arte. Se, infatti, la crisi finanziaria ha influito anche nel settore dei musei trascinandoli in una fase contraddittoria, dove di fronte all’aumento delle nuove sedi museali non si è corrisposto con un adeguamento delle risorse economiche e di capitale umano, la crisi interiore che i musei devono affrontare parallelamente è quella di cambiare le loro funzioni primarie, le quali non sono più legate solo alla tutela, ma anche alla valorizzazione e al pubblico godimento.

Alcuni degli aspetti più importanti affrontati nel testo riguardano la valorizzazione, l’apertura ai privati e l’autonomia gestionale dei musei, soprattutto quelli gestiti dagli enti locali; per ognuno di essi gli autori forniscono pro e contro cercando di mettere in luce quali sono state le difficoltà e le critiche che hanno accompagnato questi temi negli anni.

Per quanto riguarda la valorizzazione, una dei due autori, Visser Travagli, descrive come questa funzione sia sempre stata osteggiata dai tradizionalisti, che vedevano in ciò il rischio di una mera monetizzazione delle collezioni museali e da chi invece era convinto che la valorizzazione, se concepita come “estensione della tutela,” potesse essere fondamentale per la vita del museo. La promozione è anche al centro del dibattito tra centralità e autonomie che in seguito alle riforme della pubblica amministrazione, dal 1990, porta alla separazione delle competenze di tutela e valorizzazione per i musei degli enti locali: la tutela rimane nelle mani dello Stato, mentre la valorizzazione passa alle Regioni.

Strettamente legata alla valorizzazione è l’autonomia della gestione promossa con il decentramento amministrativo degli anni 1990, che ha permesso di ricorrere alle esternalizzazioni, con la concessione a terzi di servizi aggiuntivi, e l’adozione di nuove forme di gestione.

Per quanto riguarda la gestione, le forme principali sono tre: diretta, indiretta e associata. Anche qui Visser Travagli e Donato non forniscono una regola che vada bene per tutti i musei, ma rimettono la questione alle singole amministrazioni, che dovrebbero ponderare le loro scelte tenendo sempre come focus il miglioramento qualitativo del museo, e non gli interessi politici e le mire economiche su di esso.

La questione dei privati nelle attività museali, è un altro dei temi caldi: all’inizio demonizzati e visti come un pericolo per l’integrità del servizio alla collettività, diventano in periodo di crisi e di tagli di finanziamenti, da parte dello Stato e delle pubbliche amministrazioni, la soluzione più in voga e la garanzia di continuità nei servizi ai visitatori. Si parla di privati non solo come finanziatori, ma anche come gestori di servizi aggiuntivi (Legge Ronchey del 1993) e come decisori nelle fondazioni di partecipazione e nelle istituzioni. Questo ha comportato l’entrata delle logiche economiche-aziendali nei musei, con strumenti di misurazione e gestione (Report di gestione e Business Plan) che non sono stati adattati alle strutture museali e accettati dagli addetti ai lavori.

Fabio Donato e Anna Maria Visser Travagli, gli autori, presentano ogni singola problematica con approcci opposti tra loro, essendo il primo un professore di Economia Aziendale e la seconda una museologa, ma ciò che li contraddistingue è la comune idea che non vi sia una soluzione univoca e certa per risollevare il sistema museale dalla crisi. Solo casi singoli in cui, la direzione museale agisca in autonomia e collabori con la politica e i privati per cambiare il futuro dei musei, tenendo alto il livello qualitativo e aprendosi a nuove proposte.

 

Proprio la partecipazione, l’apertura, il valore pubblico per la collettività non è quindi un aspetto solo culturale e identitario, ma è anche un aspetto economico. E’ attraverso un nuovo riconoscimento del valore pubblico del museo, che si possono effettivamente realizzare iniziative a valenza culturale e con riflessi economici, in grado di consentire al museo stesso di raggiungere le proprie finalità istituzionali in condizioni di equilibrio economico sostenibile e durevole.

 

Donato S., Visser Travagli A. M., Il museo oltre la crisi, Dialogo tra museologia e management, Mondadori Electa, 2010, pp. 254, € 25.

Giulia Mezzanini

Giulia Mezzanini

Iscritta alla Scuola di Specializzazione in Beni storico-artistici a Bologna. Ho conseguito la laurea in Discipline artistiche all'Università di Verona e tra i miei interessi ci sono la grafica d'arte, la fotografia e tutto ciò che riguarda la realtà museale.

Giulia Mezzanini ha scritto articoli per ArtShape.