I musei dell’iperconsumo

I musei dell’iperconsumo

di Vincenzo Pezzitola

Nel volume This is contemporary! Come cambiano i musei d’arte contemporanea, Adriana Polveroni prende in esame il tema del museo contemporaneo in Italia e cerca di definirne la nuova identità.  In un mondo ormai globalizzato i musei si trasformano in “centri polifunzionali” e adottano strategie commerciali  proprie dei consumi di massa anche grazie alla natura ibrida dell’arte contemporanea. Una gestione museale di tipo manageriale prevede l’organizzazione di mostre spettacolari e la presenza sempre più massiccia di servizi accessori come bookshop, negozi, caffetterie e ristoranti. L’autrice evidenzia come la presenza di questi nuovi servizi possa, da una parte, mettere in ombra la missione essenzialmente culturale del museo, dall’altra, promuovere occasioni di socializzazione e il coinvolgimento di soggetti privati. Il museo contemporaneo si presenta anche come un luogo di intrattenimento capace, attraverso un’offerta articolata, di soddisfare una pluralità di esigenze. Il richiamo mediatico del museo è garantito in particolare dall’aspetto architettonico. Imprescindibile è l’esempio del Guggenheim di Bilbao progettato da Frank Ghery che dimostra come un’architettura museale possa diventare l’icona di un’intera città. Una caratteristica ricorrente di questi nuovi edifici è la trasparenza delle superfici grazie alla quale si crea un gioco di sguardi tra museo, pubblico e città. Da questo punto di vista è significativo l’esempio di Parigi con il Centre Pompidou e la piramide del Louvre. Il pubblico compie delle vere e proprie “liturgie di massa” attratto dalle quotazioni molto elevate dell’arte contemporanea.

Non si va a vedere qualcosa ma un prodotto e un nome di cui è noto il valore di mercato.

Un ulteriore aspetto della crescente medializzazione è la scomparsa della parola museo sostituita da degli acronimi come MACRO, MAXXI, MAMBO, MART. L’autrice sottolinea il paradosso del museo contemporaneo che nel formare una collezione tenta di storicizzare qualcosa che in realtà radica completamente la sua identità nel presente. Nei centri per l’arte contemporanea spesso la collezione manca del tutto e quindi queste realtà superano “l’identità storica del museo quale collettore di opere e memoria”.

“Il luogo dell’arte che frequentiamo oggi, macchina delle meraviglie e di consenso, cattedrale del nostro tempo, icona territoriale, centro mediale e dell’iperconsumo…mette in ombra la ragione storica per cui è nato”

Lo spazio del museo si trasforma quindi in senso dinamico e prevede un coinvolgimento attivo e diretto del visitatore. I musei italiani in assenza di cospicui fondi per la creazione delle loro collezioni privilegiano strategie quali prestiti d’artisti, collezionisti privati o soluzioni di comodato d’uso, soluzione quest’ultima sperimentata con successo in particolare dal Mart di Rovereto. Nell’ambito del contemporaneo il museo diventa esso stesso committente attraverso opere “ambientali” realizzate appositamente per i nuovi spazi museali. Un’ulteriore conseguenza della globalizzazione è che i musei si assomigliano un po’ tutti e sono quindi arricchiti mediaticamente dagli stessi architetti, curatori e artisti. Le uniche iniziative che confermano il museo come uno dei luoghi privilegiati della formazione del sapere sono le attività legate alla didattica su cui non a caso tutte le istituzioni investono in modo sempre più consistente. Sicuramente uno degli aspetti più interessanti di questo testo è la capacità di collegare all’analisi critica e alla riflessione teorica una costante e puntuale verifica sul “campo”. La Polveroni passa in rassegna, suddivise per aree geografiche, le diverse realtà, piccole e grandi, pubbliche e private dedicate al contemporaneo e presenti nel nostro Paese. Completa il volume un’ interessante sezione definita “forum” composta da una serie di interviste ai principali direttori e responsabili di musei d’arte contemporanea. Nelle conclusioni infine si evidenzia il formarsi di una nuova prospettiva che consiste nella fuoriuscita dal museo nel territorio urbano e naturale attraverso l’avvento dell’Arte Pubblica, già sperimentata dalla Galleria Civica di Trento, che prefigura il “superamento del museo quale luogo elettivo dell’arte”.

 

Adriana Polveroni, This is contemporary! Come cambiano i musei d’arte contemporanea, Nuova ed. aggiornata, 2 ed. Milano,  FrancoAngeli, 201, p. 205, € 21,00.

 


Vincenzo Pezzitola

Vincenzo Pezzitola

Studente presso la Scuola di Specializzazione in Beni Storici Artistici dell'Università di Bologna, laurea magistrale in Arti Visive, si interessa in particolare all'arte del XX secolo.

Vincenzo Pezzitola ha scritto articoli per ArtShape.