Genus Bononiae: uno, due, tre…#hashtag!

Genus Bononiae: uno, due, tre…#hashtag!

di Costanza Borsari

Genus Bononiae è un progetto avviato nel 2003 dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna per proporre un percorso culturale, artistico e museale articolato tra varie sedi cittadine. Complice una certa lungimiranza gestionale e forse la sua prossimità cronologica con la nascita del cosiddetto web 3.0, Genus Bononiae ha presto capito quali sono i nuovi canali di comunicazione col pubblico, in una realtà in cui per farsi conoscere è vitale essere presenti sul web con profili che vanno ben oltre il buon vecchio sito internet. Ora la partita si gioca tra pollici alzati, cinguettate, “+”, commenti e condivisioni: insomma, o sei social o sei fuori! Attualmente Genus Bononiae vanta, oltre a un sito e un blog, un profilo su Facebook, Twitter, Instagram, Flickr, Youtube, Foursquare e Google Plus, con un volume di adesioni che si aggira per i primi tre social intorno alle 5.000 persone: un numero che descrive forse un progetto ancora un po’ troppo circoscritto al territorio. Ciononostante è esemplare l’impegno profuso nel social media management, aspetto che rende Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna una delle realtà più attive nel panorama regionale.

Scorrendo i vari profili salta presto all’occhio come Genus Bononiae non si serva di questo strumento solo per comunicare se stessa e i suoi eventi, ma organizzi spesso iniziative collaterali e contest fotografici per coinvolgere attivamente il pubblico. Ad esempio il 16 Maggio 2015 Palazzo Pepoli ha ospitato, in occasione della Notte Europea dei Musei, le Invasioni digitali, una serata in cui i visitatori sono stati protagonisti di una sorta di invasione notturna degli ambienti museali in stile Una notte al museo. Tutti i presenti erano inoltre invitati a immortalare alcuni momenti della eccezionale serata e a condividerli online utilizzando l’hashtag #UnaNottealMuseo e #UnaNotteMSB. Un vero e proprio concorso a premi che arricchiva la già originale offerta culturale pensata per l’occasione. Risale invece alla primavera 2014 un altro concorso realizzato in occasione dell’International Museum Day e del progetto europeo Performigrations – La gente è il territorio sempre presso il Museo della Storia di Bologna in Palazzo Pepoli. Per l’evento fu ideato un contest fotografico ad hoc dal nome performMuseum – La gente è il museo, dedicato a coloro che realmente formano l’identità di un museo e la tengono in vita: i visitatori. L’obiettivo era quello di raccontare il museo attraverso esperienze e visioni personali catturando su un dispositivo mobile luoghi, opere, persone e suggestioni del Museo della Storia di Bologna, facendo una foto a una sala, o un selfie con un’opera o un personaggio storico. La foto andava condivisa su alcune piattaforme social usando l’hashtag #perforMuseum e i primi 10 classificati avrebbero visto la loro opera diventare l’immagine di copertina della pagina Facebook Genus Bononiae, mentre ai primi tre era riservato in premio anche un gadget del museo. Ma non finiva qui, perché in contemporanea era possibile partecipare anche a un secondo contest, lanciato dall’ICOM all’interno dell’International Museum Day 2014, usando l’hashtag #myCollection14 o #IMT14.

Questi casi sono solo un piccolo esempio dell’intensa attività di comunicazione web e social messa in campo da una fondazione che in breve tempo è diventata quasi un brand degli eventi culturali bolognesi. Usando a volte una pratica di storytelling, altre volte chiedendo al visitatore di proporre lui stesso una sua storia, Genus Bononiae lavora per la fidelizzazione e lo sviluppo di una familiarità con tutto il pubblico online. Il Museo ci invita a giocare e a metterci la faccia: click, hashtag … ed è subito social!

 

Costanza Borsari

Costanza Borsari

Laureata in Arti Visive presso l'Università di Bologna con una tesi in Psicologia dell'arte, è attualmente iscritta alla Scuola di Specializzazione in Beni Storico-Artistici del medesimo ateneo. Si interessa di espressioni artistiche del XIX e XX sec. e di psicologia dell'arte, con particolare attenzione alle dinamiche della fruizione.

Costanza Borsari ha scritto articoli per ArtShape.