“Fake!” Il caso e la biografia di Elmyr de Hory, ovvero il più grande falsario del XX° secolo

“Fake!” Il caso e la biografia di Elmyr de Hory, ovvero il più grande falsario del XX° secolo

di Luca Minella

Chi è Elmyr de Hory? “Elmyr de Hory è un raffinato aristocratico a cui il destino ha tolto tutto, tranne la geniale capacità di imitare i più grandi artisti del Ventesimo secolo”. Forse è questa la risposta più breve e allo stesso tempo più esaustiva che sintetizza tutta l’eccentrica, enigmatica e catastrofica vicenda biografica di un falsario che ha influenzato in modo determinante un preciso momento storico del collezionismo e del mercato dell’arte internazionale del secolo passato.

Questa eccentrica ma preziosissima biografia, dello scrittore statunitense Clifford Irving, ci conduce attraverso la difficile ed errabonda vita di Elmyr de Hory, aristocratico ungherese cresciuto nell’agiata alta società ungherese di inizio Novecento, formatosi come pittore prima a Monaco di Baviera e poi a Parigi, fuggiasco e prigioniero dei nazisti nella seconda guerra mondiale, esule e decaduto dopo l’annessione dell’Ungheria al ex Unione Sovietica.

Ed è a questo punto che le vicissitudini spinsero l’affascinante artista a lasciare l’Europa e trasferirsi negli USA dove per una casuale combinazione di eventi cominciò a riprodurre con estrema facilità dei disegni di Modigliani, Matisse e Picasso. Ci volle ben poco per passare dall’esecuzione di una copia alla produzione di un falso, nacque così l’impero di uno dei più grandi falsari che la storia dell’arte abbia mai visto poiché “nessuna tecnica era troppo difficile da imitare per Elmyr, che era in grado di passare con disinvoltura da un Picasso a un Renoir, da un Modigliani a un Matisse; le sue tele venivano poi rivendute alle più prestigiose gallerie d’arte e ai musei di tutto il mondo”.

La biografia descrive dettagliatamente tutte le avventure più rocambolesche, le fughe, gli scomodi aneddoti del collezionismo americano ed europeo del dopoguerra, i numerosissimi sotterfugi e le torbide vicende in cui alcuni dei più grandi direttori dei musei del mondo e i grandi “esperti” furono truffati e totalmente ingannati da una delle mani più abili e camaleontiche del ventesimo secolo.

Di lui parlarono tutti, molti lo cercarono con intenzioni non sempre amichevoli e un grande regista come Orson Wells ne trasse un film (nel 1973) dal titolo F come Falso in cui compaiono anche l’autore e ovviamente la star Elmyr!

Questo libro ha inoltre il rarissimo merito di portare il lettore allo stretto contatto con il mondo sotterraneo e ancora inesplorato mondo dei falsari e dei falsi. Le confidenze e alcuni trucchi del mestiere vengono svelati dall’ormai defunto Elmyr, si ha per tanto l’opportunità di leggere alcune testimonianze di una grande maestro del falso ma più in generale della Copia, un mondo assai occultato ma onnipresente in tutti gli ambiti museali del mondo più di quanto ognuno crede di immaginare.
Con grande stupore e grande Ironia il libro ci insegnerà che è più facile trovare un falso dove si cerca il vero e che è molto più facile trovare l’opera autentica là dove si era sicuri di essersi imbattuti in un falso!

Clifford Irving, Fake! La vera storia di Elmyr de Hory, il più grande falsario di tutti i tempi, ed. Lupetti, Milano 2011

Luca Minella

Luca Minella

Studente presso la Scuola di Specializzazione in Beni Storico-Artistici dell'università di Bologna, laurea in storia dell'arte presso Università di Torino, apprendistato di pittura presso la Angel Academy of art di Firenze; studioso di pittura del XIX secolo e arte orientale, pittore.

Luca Minella ha scritto articoli per ArtShape.