Economia e cultura. Nuove possibilità per i musei di arte contemporanea

Economia e cultura. Nuove possibilità per i musei di arte contemporanea

di Caterina Sinigaglia

Sempre di più nel corso degli anni si è cercato di applicare i principi economici che regolano le imprese ai musei. Nonostante questi tentativi abbiano incontrato delle evidenti resistenze, è utile analizzare come la promozione e valorizzazione dei beni culturali possano dar vita a una crescita economica importante. Il museo, per divenire promotore di sviluppo economico oltre che culturale, deve seguire una serie di passi necessari, come l’individuazione della cosiddetta “mission”, del tipo di pubblico a cui vuole rivolgersi e l’avvio di iniziative mirate. In particolare il museo d’arte contemporanea si trova in una situazione che lo differenzia da tutte le altre istituzioni museali, in quanto non si limita a conservare e valorizzare il passato ma deve avere un ruolo attivo nella promozione degli artisti viventi e nella creazione di un ambiente stimolante e fertile per la produzione artistica.

I musei odierni devono fare i conti con l’economia, in particolare con il marketing, al fine di capire l’esigenza del pubblico e scegliere le migliori strategie per fidelizzarlo.

A partire da una simile premessa Roberta La Bua scrive Economia e Musei di oggi, un testo che vuole essere uno strumento snello (appena 68 pagine) per introdurre il lettore al mondo dell’arte contemporanea e al suo funzionamento. In soli tre capitoli l’autrice cerca di definire prima di tutto quali sono i ruoli delle persone che si occupano di arte contemporanea e in quali luoghi agiscono, come a comporre una sorta di glossario di base. Andando avanti l’attenzione si focalizza sulle istituzioni museali, specificandone tipologie, norme giurisprudenziali, struttura e funzioni. Infine nel capitolo conclusivo viene affrontato il museo di arte contemporanea, esponendone specificità, obbiettivi, offerta da proporre e analizzando in che modo può affrontare le sfide presentate dal contesto in cui opera, come l’instabilità del valore delle opere di artisti ancora in vita .

Questa ultima parte del volume risulta sicuramente la più interessante, soprattutto per chi ha già una certa familiarità con gli argomenti in questione. Infatti è nel terzo capitolo che si affrontano le tematiche economiche applicate al museo di arte contemporanea, mettendo in luce potenzialità e strategie necessarie al suo sviluppo. Un esempio particolarmente calzante riguarda i cosiddetti beni “insostituibili”, definizione attribuita alle opere di arte contemporanea, in quanto ognuna di esse si differenzia da tutte le altre (anche dello stesso autore), con la conseguenza che, nonostante l’arte antica e l’arte moderna siano apprezzate da un numero maggiore di persone, gli appassionati di arte contemporanea sono disposti a viaggiare di più per soddisfare le proprie esigenze. In parole povere un visitatore dopo aver visto un’opera di un artista moderno sarà meno disposto a spostarsi per vederne un’altra dello stesso autore in quanto simili nella tecnica e nello stile (dunque percepite come “sostituibili”).

I musei di arte contemporanea hanno un pubblico selezionato e devono fronteggiare una domanda bassa rispetto agli altri musei d’arte. Ma come contropartita hanno da offrire un bene che è unico in tutto il mondo.

I musei d’arte contemporanea quindi, anche se in minor numero e con un minore bacino d’utenza, sono in grado di generare volumi di affari considerevoli. Riflessioni del genere costituiscono la parte più stimolante del libro, esortando il lettore a interrogarsi sulle peculiarità dell’arte contemporanea e su come le sue caratteristiche possano portare dei vantaggi economici non indifferenti.

I musei devono essere in grado di rivestire un ruolo attivo nel coinvolgimento sia di chi è già appassionato, sia di chi va stimolato e coinvolto, ovvero i visitatori potenziali. Per ottenere questo risultato non basta avere delle opere di richiamo nella collezione, ma serve un’offerta differenziata di attività che vadano incontro ai bisogni del pubblico. La Bua a tal proposito individua tutti gli strumenti di cui può dotarsi il museo per adeguarsi a questa necessità: laboratori didattici, visite guidate e mostre estemporanee per attirare nuovi visitatori e coltivare il loro il desiderio dell’arte; esposizioni temporanee, conferenze, rinnovamento della qualità dell’offerta museale per continuare a soddisfare le esigenze dei visitatori abituali.

Per concludere, uno degli aspetti più importanti che emerge dalla lettura del volume è la necessità di un alto grado di consapevolezza da parte delle istituzioni museali: conoscere che tipo di pubblico frequenta i propri spazi, quali sono le esigenze di ognuno, come si può intervenire per essere in grado di fornire un servizio sempre più efficiente, ma soprattutto creare una rete con gli altri organismi del territorio per poter dare vita ad un circolo virtuoso di diffusione della cultura e arricchimento della collettività.

Roberta La Bua, Economia e musei di oggi, Palermo, Nuova Ipsa, 2013, pp. 68. 10

Caterina Sinigaglia

Caterina Sinigaglia

Specializzanda in Beni storico artistici presso l'università di Bologna, si interessa principalmente di arte contemporanea

Caterina Sinigaglia ha scritto articoli per ArtShape.