“Dicono di noi”: il Museo di Palazzo Poggi a Bologna

“Dicono di noi”: il Museo di Palazzo Poggi a Bologna

di Davide Da Pieve

Sono ormai molti anni che i musei italiani sono attivi on-line nella realizzazione di campagne di marketing attraverso i social network. Il Museo di Palazzo Poggi di Bologna è uno di questi: dal 2011 utilizza principalmente la piattaforma Facebook per pubblicare molti post alla settimana in cui si ricordano gli eventi speciali, l’inizio di nuovi laboratori per bambini o semplicemente la gratuità dell’ingresso in alcuni giorni della settimana.

Non molto tempo dopo i semplici post si sono trasformati in vere e proprie campagne. Una di esse è il concorso lanciato su Facebook nel gennaio del 2012: ogni lunedì un nuovo indovinello, relativo ad alcune opere della collezione, veniva pubblicato e dopo l’estrazione tra le risposte esatte era prevista l’assegnazione di due ingressi omaggio. Il concorso ha attirato molti concorrenti/visitatori nei primi mesi, ma all’inizio dell’estate dello stesso anno il concorso non ha più avuto molto seguito: spesso le immagini erano abbastanza complesse, soprattutto per un pubblico non specializzato che non sempre si sofferma a leggere dei post molto lunghi.

Nel febbraio 2012, sempre attraverso Facebook, fu lanciata un’altra campagna di marketing in cui vennero pubblicate numerose foto che riportavano i commenti più simpatici lasciati nel libro delle firme all’ingresso del museo. Facendo un resoconto della risposta del pubblico però dire che la maggior parte di “like” sono arrivati per i post in cui si mostrano delle semplici fotografie dei laboratori didattici per bambini.

Possiamo dunque concludere che Facebook e i vari social network sono molto utili per il marketing museale, ma solo se usati con sinteticità e precisione. Spesso si accede a Facebook per un breve momento della giornata nel quale magari non si ha il tempo di leggere un intero indovinello, ma si condivide volentieri una foto con dei bimbi all’opera.

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Davide Da Pieve

Davide Da Pieve

Specializzando in Beni Storico-Artistici presso l’Università di Bologna. Si occupa principalmente di arte del XX secolo, con particolare attenzione nei confronti di mostre, riviste e nuove tecnologie.

Davide Da Pieve ha scritto articoli per ArtShape.