Columbus Museum (Georgia, USA)

Columbus Museum (Georgia, USA)

di Lara De Lena

Nato nel 1953 nella Chattahoochee Valley in Georgia (US), il Columbus Museum è uno dei più grandi del sud est, tenacemente collegato al proprio territorio e con un focus mirato all’istituzione di programmi educativi. L’attività è essenzialmente basata sulla conservazione ed esposizione di una nutrita collezione permanente – composta da una commistione di arte americana (dall’arte coloniale del 18° secolo ai Minimalisti) e storia locale – a cui si accompagnano mostre temporanee e programmi educativi.

Il Piano strategico, iniziato in occasione del 60° anniversario del Museo, punta ad accrescerne la fama nel contesto locale e a migliorarne la capacità attrattiva. A conferma della vocazione territoriale, il team di consulenti (composto da Lindsay Martin, Joy Bailey Bryant e Priya Sircar) ha collaborato con le parti sociali: le consultazioni si sono concentrate in particolare con le istituzioni scolastiche (distretto di Muscogee Country) e con l’Omsted Garden. Dalla concertazione è stato approvato nel febbraio 2014 il nuovo Statuto.

Essendo tra le maggiori istituzioni della Chattahoochee Valley, il Columbus è profondamente radicato nella salvaguardia e diffusione della cultura del proprio territorio; nasce in seguito ad un importante lascito di terreno della famiglia W.C. Bradley e racconta con le proprie attività le tradizioni ed i costumi della sua terra. L’approccio è principalmente educativo.

Gli obiettivi strategici da raggiungere entro il 2019 consistono essenzialmente nel dare un taglio “culturale” all’organizzazione, far partecipare la comunità a un processo di apprendimento comune e condiviso. Gli sforzi devono essere mirati ad acquisire sempre maggiore visibilità anche tramite il “passaparola”, fino a riempire le gallerie, le mostre e i giardini di pubblico e di attività sociali.

Per lo staff dirigenziale del Museo è essenziale creare e mantenere nelle migliori condizioni possibili una collezione di alta qualità e di migliorarne l’accesso e la fruizione; si lavora quindi concentrando le risorse economiche principalmente per fare in modo che l’accesso e la godibilità degli spazi espositivi siano garantite a tutte le classi scolastiche del distretto, promuovendo l’apprendimento attraverso lo studio integrato dell’arte e della storia locale. L’impegno è saldo nel mantenere e creare sempre nuovi e radicati contatti e collaborazioni con gli insegnanti come con le altre organizzazioni culturali, educative e sociali (la Spriger Opera, il Museo Nazionale della Guerra Civile, il C.S.U. e la United Way di Chattahoochee Valley).

Per raggiungere e mantenere questi obiettivi, si persegue un percorso a lungo termine di finanziamento, sicurezza e sostenibilità. Il Piano di azione ha previsto cinque macro-obiettivi:

  1. Consolidare e accrescere il ruolo attivo nel territorio: si mira sia alla popolazione locale che ai turisti, si lavora per incrementare la partecipazione delle fasce più disagiate, in modo particolare gli afroamericani e le comunità militari, stabilendo partnership con servizi sociali e organizzazioni no profit e rafforzando i rapporti strategici con i leader della comunità locale. Attraverso impegni mirati si punta ad accrescere la visibilità, l’attrattiva e la viabilità, in modo da facilitare l’accesso alle strutture sotto tutti i punti di vista.
  2. Acquisire un ruolo educativo fondamentale – creando un radicato “senso di comunità” – tramite il rafforzamento della sinergia con il distretto scolastico locale e l’espansione delle proposte educative. Il Piano prevede di reinterpretare gli spazi espositivi permanenti per incentivare l’apprendimento attraverso chiavi narrative che integrino le collezioni permanenti al processo didattico.
  3. Regalare allo spettatore un’esperienza divertente, mettendolo a proprio agio fin dall’accesso a tutti gli spazi, incentivare nello staff una cultura dell’accoglienza in cui il visitatore sia “al centro”, insistendo in modo particolare nella varietà dei programmi espositivi che venga incontro il più possibile agli interessi ed alle aspettative della comunità.
  4. Assicurare sostenibilità a lungo termine e accrescere le competenze organizzative, coltivando uno staff di alta qualità e incrementando il volontariato che possa dare il proprio contributo in un ottica di miglioramento continuo.
  5. Rafforzare il brand, la comunicazione e il marketing, rinnovando la propria immagine e stabilendo nuove strategie comunicative che raggiungano ogni parte sociale.

Il Piano strategico del Columbus è un documento in continuo sviluppo che viene rivisto e adeguato periodicamente. Il monitoraggio avviene tramite incontri mensili dello staff (per fare il punto sui progressi fatti e identificare i passi successivi), il Consiglio trimestrale in cui si produce un report per la Direzione, la revisione del Piano di Azione e la definizione del Report, che avvengono a scadenza annuale.

Lara De Lena

Lara De Lena

Molisana d'origine e bolognese d'adozione. Laureata in Lettere moderne con una tesi in arte contemporanea, lavora all'Università di Bologna. Dipinge, disegna e ama l'arte, in particolare del XX secolo, la musica e lo yoga; cerca di viaggiare quando può.

Lara De Lena ha scritto articoli per ArtShape.