Arriva in Italia la sublime bellezza dei tesori del Tibet

Arriva in Italia la sublime bellezza dei tesori del Tibet

di Luca Minella

“Il Tibet è una delle regioni più note ma meno conosciute del pianeta. Sembra una contraddizione, eppure è semplicemente un paradosso. Ne sentiamo parlare a livello planetario ma il Tibet rimane una parte del mondo che appartiene più all’immaginario che alla realtà. La grande mostra che per la prima volta viene presentata al pubblico occidentale intende colmare un vuoto storico-culturale e allo stesso tempo promuovere un’ampia riflessione sulla realtà del Tibet”.

Con queste parole si apre uno straordinario evento espositivo, forse irripetibile: alla Casa dei Carraresi di Treviso è infatti in mostra una delle più importanti collezioni di arte tibetana, frutto di una lunga e complicata selezione di reperti proveniente da collezioni tibetane e cinesi, che per molto tempo è stata corteggiata e richiesta dai più grandi musei del mondo. E’ così che i visitatori avranno la possibilità di ammirare reperti unici, mai esposti nel mondo, estremamente rappresentativi della storia e della cultura di uno dei paesi più affascinanti e misteriosi del tessuto culturale dell’umanità.

Saremo accolti dalle coloratissime decorazioni sacre appese a due colonne (come nella tradizione dei templi buddisti lamaisti) che prende il nome di “colonna di bandiere” simbolo di benvenuto e accoglienza. Seguirà poi la visione di uno dei pezzi più importanti ovvero della magnifica scultura bronzea di Yamanthaka, ovvero l’aspetto adirato del Bodhisattva Manjusri: questa divinità mostra una raffinatissima esecuzione che esalta la bellezza della testa di bufalo che domina la morte svuotandola di ogni carattere negativo. E’ una scultura del XVIII secolo che non mancherà di catalizzare la nostra attenzione e dal cui fascino sarà difficile non essere assoggettati.

Seguiranno poi una serie di magnifiche sculture bronzee, comprese tra i secoli XVI e XIX, raffiguranti Buddha, Bodhisattva , divinità irate della tradizione buddista-tibetana e il potente Mahakala, ovvero il “Grande Nero” protettore del Dharma. Il percorso non mancherà di informarci sull’antichità del Tibet e del buddismo con bellissime gigantografie delle valli, dei fiumi, dei deserti, dei monasteri e dei più alti picchi himalayani (come il sacro monte Kailash) che faranno da sfondo all’allestimento.

Giungeremo alle sale delle Thangka su cui sono state dipinte, nei monasteri, le personificazioni del Bodhisattva della compassione Avalokiteshvara e il significativo Kalachakra. Non mancheranno i raffinatissimi Mandala, i pugnali tantrici, il Gau che in tibetano significa “corpo di Budda nel reliquiario”, il Kangling che è un oggetto rituale tantrico costituito da tibie umane usato come strumento musicale in rituali magici.

I nostri occhi saranno ancora meravigliati da pregiate porcellane turchesi, da incensieri adornati di draghi, dai manoscritti per la preghiera, dai misteriosi Gabula ricavati da calotte craniche rivestite d’argento dorato, dai costumi usati nei rituali dei monaci, dai bellissimi copricapi femminili adornati di gioielli e dai più rappresentativi oggetti etnografici del folklore dei popoli himalayani: le maschere. Avremo la possibilità di ammirare quelle di tipo Cham, usate esclusivamente dai lama e quelle di tipo Lhamo, usate nel teatro laico e popolare tibetano in cui demoni, santi, sovrani e sudditi prendono vita.

L’allestimento della mostra si cura di informarci sulla storia passata e presente del Tibet, vi sono esposti importanti documenti di epoche passate sino ai momenti più recenti segnati dall’ormai difficilissima e purtroppo drammatica situazione che il popolo tibetano si trova ad affrontare in un conflitto che è davanti agli occhi del mondo.
Questa mostra è certamente un’occasione unica per avvicinarsi al Tibet e alla sua sublime bellezza, un evento che non si dimentica e che rafforza la grande tradizione dell’orientalismo italiano con nuove prospettive future verso il “Tetto del Mondo”.

Tibet. Tesori dal Tetto del Mondo, Treviso, Casa dei Carraresi dal 20 ottobre 2012 al 2 giugno 2013

Luca Minella

Luca Minella

Studente presso la Scuola di Specializzazione in Beni Storico-Artistici dell'università di Bologna, laurea in storia dell'arte presso Università di Torino, apprendistato di pittura presso la Angel Academy of art di Firenze; studioso di pittura del XIX secolo e arte orientale, pittore.

Luca Minella ha scritto articoli per ArtShape.