Antico, moderno, estetica e Kunstwollen nel lungo viaggio storico dei monumenti

Antico, moderno, estetica e Kunstwollen nel lungo viaggio storico dei monumenti

di Luca Minella

Un grande testo storico, una raffinatissima analisi estetica condotta da uno dei grandi fondatori della critica d’arte. Alois Riegl ci accompagna attraverso un’indispensabile riflessione sul valore estetico, sociale e antropologico dei monumenti, il viaggio propostoci offre una panoramica attraverso i secoli dell’età moderna per giungere al contesto contemporaneo dell’autore nell’elegante Vienna di inizio Novecento.

Alois Riegl ci porta ad un arguto confronto con i numerosi valori intrinseci racchiusi dentro i monumenti, ma soprattutto con il modo di percepirli e di attribuirli un determinato ruolo a seconda del punto di vista collettivo dettato dal gusto, dalle idee, dalla cultura del contesto sociale e da quella particolarissima dimensione e “presenza” assai cara alla Scuola di Vienna che sul finire dell’Ottocento fu codificata come Kunstwollen. Il punto di vista sui monumenti potrà predilige una vasta gamma di valori destinati ad entrare in una fantasmagorica (ma sempre dialettica) collisione.

Il primo di questi è il “valore dell’antico” che “immediatamente si rivela nella sua presenza non moderna. Il contrasto con il presente, sul quale è fondato tale valore si rivela piuttosto in una imperfezione, in una mancanza di organicità, in una tendenza al degrado della forma e dei colori”, esso “si manifesta per mezzo della più superficiale delle percezioni, ossia quella ottica, e riesce quindi a parlare con immediatezza al sentimento”.

Il secondo è il “valore storico” che ha il compito “di colmare con tutti i mezzi disponibili i vuoti che il tempo e le offese della natura hanno prodotto” ed è qui che i sintomi del degrado “devono essere eliminati con tutti i mezzi”. Riegl ci presenta poi anche un terzo valore, ovvero quello “intenzionale in quanto memoria” che “avanza tout- court l’esigenza di intramontabilità, di eterno di presente, di ininterrotto stato di formazione del monumento”.

Ma che cosa succede quando ci si trova all’atto pragmatico e materiale del restauro? Quale di questi valori dobbiamo scegliere? Che cosa dobbiamo preservare se la scelta di uno determina l’inevitabile rimozione dell’altro? E’ una problematica di grande attualità difficile da gestire sia ai tempi di Riegl che ai nostri giorni. Soprattutto l’autore pone una profonda riflessione sull’ermeneutica del valore dei beni artistici valida per il passato ma anche per la contemporanea società globale: Antico e moderno sono valori storici ed estetici che compongono il tessuto “genetico” in costante divenire della cultura umana, per questo motivo non bisogna dimenticare il valore artistico relativo che ogni bene storico artistico possiede. Infatti “l’esperienza insegna che spesso valutiamo le opere d’arte più antiche come superiori a quelle moderna. Può anche accadere che proprio quei monumenti che nel loro tempo hanno incontrato uno scarso favore o perfino una vivace opposizione, a noi moderni appaiano come la rivelazione più alta dell’arte figurativa.”

Per tanto “ Non esiste un tempo che, nutrendo la profonda convinzione di poter giungere alla liberazione estetica per mezzo dell’arte figurativa, possa fare a meno dei monumenti delle età precedenti”. Principio, quest’ultimo, che si pone come una nuova interpretazione per i nostri tempi che vedono un susseguirsi drammatico di distruzione e danneggiamento irreversibile al patrimonio dell’umanità.

Alois Riegl, Il culto moderno dei monumenti. Il suo carattere e i suoi inizi, a cura di Sandro Scarrocchia, ed. Abscondita, Milano, 2011, euro 18,50

Luca Minella

Luca Minella

Studente presso la Scuola di Specializzazione in Beni Storico-Artistici dell'università di Bologna, laurea in storia dell'arte presso Università di Torino, apprendistato di pittura presso la Angel Academy of art di Firenze; studioso di pittura del XIX secolo e arte orientale, pittore.

Luca Minella ha scritto articoli per ArtShape.